Caccia, il Consiglio di Stato boccia la Regione Campania

Le associazioni venatorie campane segnano un nuovo punto nella partita che le vede opposte all’amministrazione regionale: il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare e sospeso l’efficacia del decreto oggetto di contestazione.
Una battaglia che è iniziata nello scorso mese di giugno, quando è stato emanato un decreto dirigenziale regionale – il n° 183 – che di fatto tagliava massicciamente il numero dei cacciatori autorizzati ad esercitare l’attività venatoria nei cinque ambiti territoriale della regione, sulla base di criteri di sostenibilità ambientale. In buona sostanza poco meno di 20mila cacciatori campani sarebbero stati tagliati fuori dalla stagione venatoria 2025/2026.
Le obiezioni immediatamente sollevate dalle associazioni venatorie hanno trovato un primo riscontro nella pronuncia del Consiglio di Stato che, nel suo provvedimento, ha evidenziato un fumus boni iuris nel piunto relativo alla competenza nell’emanazione di un simile provvedimento, posto che la determinazione del numero di cacciatori ammissibile deve essere determinato dalla giunta regionale e non può essere affidata ai dirigenti.
Accanto agli aspetti più strettamente amministrativi, la vicenda – che dovrà essere ora definita nel merito – presenta un passaggio eminentemente politico, come evidenzia Andrea Di Mauro, presidente del circolo “Tradizione Ecologica” del Movimento Indipendenza: «La cosa assurda – sottolinea – è che non si riesce a chiarire in Italia, istituzionalmente, il ruolo che si vuole riconoscere all’attività venatoria: un giorno è il male assoluto del Pianeta, il giorno dopo risulta essere la salvatrice del mondo con richieste mielose di intervento con le doppiette per sfoltire senza tanti giri di parole cinghiali e corvidi, individuati come portatori di malattie infettive – peste suina e West Niles -, perché ovviamente nessuno saprebbe da dove cominciare».
Non manca una domanda provocatoria per i candidati alla giuda della Regione: «Al futuro presidente – incalza Di Mauro – chiederei se è capace di mantenere un equilibrio sul tema faunistico in Campania».

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