È approdata a Bruxelles ieri mattina la protesta degli agricoltori europei, sul piede di guerra per le misure adottate recentemente dall’Unione Europea e, soprattutto, per la possibile ratifica dell’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Un accordo di libero scambio che, secondo gli agricoltori, finirà per penalizzare le produzioni europee.
Nel mirino dei manifestanti anche le normative che rendono più difficili gli investimenti e le licenze e, più ancora, le proposte di revisione del bilancio comunitario, caratterizzate da un taglio del 20% delle risorse destinate alle politiche agricole dell’Unione. Un taglio che finirebbe – secondo gli agricoltori – per assestare un durissimo colpo ad un comparto economico strategico. Di qui la mobilitazione organizzata nel tentativo di esercitare pressione sui capi di stato e di governo riuniti a Bruxelles per il vertice europeo.
A sostenere la protesta oltre settemila agricoltori, con un migliaio di trattori, confluiti nel “quartiere europeo” della capitale belga. La manifestazione, però, è rapidamente degenerata in scontri con la polizia: un fitto la lancio di patate e barbabietole contro gli agenti schierati in assetto antisommossa ha dato il via agli scontri. La situazione è andata poi ulteriormente degenerando: all’impiego di lacrimogeni e idranti da parte della polizia ha risposto il lancio di pietre e petardi da parte dei manifestanti contro gli edifici che ospitano il parlamento europeo. A complicare ulteriormente la situazione il convergere verso il cuore della capitale belga di alcune centinaia di mezzi pesanti che hanno finito per paralizzare completamente la città.

