Battipaglia, Mozione di sfiducia pronta: dieci firme contro la sindaca Francese

Il consigliere Marino annuncia il deposito del documento: «Firme autografe, c’è consapevolezza nell’opposizione». Elezioni 2027: «Il candidato va scelto a Battipaglia con un sondaggio»

BATTIPAGLIA – «Abbiamo preso qualche giorno in più, perché io quando l’ho scritto l’ho inviata ad ognuno di loro, della minoranza, per eventuali motivi che aggiungere». Esordisce così il consigliere Gaetano Marino, in Consiglio fa gruppo con la consigliera Azzurra Immediata, che ha preparato la mozione di sfiducia che la prossima settimana sarà protocollata al Municipio per la discussione in consiglio comunale. Una mozione di sfiducia nei confronti della sindaca Cecilia Francese e della sua giunta la cui preparazione è iniziata la settimana di Ferragosto. La raccolta firme non è ancora conclusa, si attende qualche consigliere, Alessio Cairone ad esempio, che non è a Battipaglia. «Firme autografe» ci tiene a precisare il consigliere di opposizione. «Saremo dieci, quindi c’è la consapevolezza da parte di tutti che vogliono partecipare all’azione – ribadisce Marino -». Il consigliere, nei giorni scorsi, ha avuto un confronto con il segretario generale dell’Ente Vincenzo Maiorino. Dieci, infatti, sono le firme necessarie affinché la mozione di sfiducia possa essere discussa in consiglio comunale. L’obiettivo sarebbe, non solo trovare i numeri in Consiglio per disarcionare la sindaca di Battipaglia, ma anche far emergere le contraddizioni che pure ci sarebbero all’interno dell’opposizione tra cui ci sarebbe che proprio quella firma non vuole metterla. «La mozione noi abbiamo l’articolata bene e ci sono delle problematiche che la sindaca conosce bene – continua il consigliere -. C’è un numero risicato in Consiglio Comunale che non si è verificato una volta sola. È una non maggioranza questa». Il problema è capire chi vorrà votarla il Consiglio o meno. «E poi, se qualcuno si tira indietro si vedrà – dice ancora -. Una volta che hai firmato la mozione, significa che la voti pure in Consiglio. Almeno quelli che l’hanno firmata la devono votare». Il tempo sta per scadere. «Io questo tempo è stato un tempo non solo tecnico, ma anche, diciamo, strategico – afferma Marino -. Perché ci sono momenti di riflessioni che vanno consumati. La gestione politica della sindaca, insomma, a parecchi di noi non è piaciuta. E quindi si è arrivati a questa situazione». Eppure la minoranza si era resa disponibile, parliamo non solo di Marino e di Azzurra Immediata, ma anche del rientro possibile in maggioranza di Salvatore Anzalone e Vito Balestrieri. «C’erano stati momenti in cui si poteva fare un altro discorso, di ampliare una maggioranza, che andava bene pure alla sindaca. Però è andata diversamente. Così è stato per la Provincia e poi per la Regione. La sindaca non è stata capace di eleggere un consigliere provinciale. E non è riuscita a trovare spazio per le regionali. Battipaglia resta sempre suddita di qualcuno esterno». Marino non si limita a parlare della mozione di sfiducia ma fa un accenno anche al futuro candidato sindaco del centrosinistra. «Il mio impegno sarà, anche per il futuro sindaco, di fare una scelta che riguarda una persona che sia chiaramente scelto dalla città – dice -. Visconti è il nome che il centrosinistra fa. Ma il candidato va scelto in città con un bel sondaggio tra i due papabili (Visconti e Ivan Corrado nda). Un sondaggio serio, una società seria su un numero adeguato di persone. E questa è la cosa più democratica, secondo me. Invece di fare le primarie che sappiamo tutti come si svolgono».

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