NAPOLI- Incrociare domanda e offerta per offrire un servizio “certificato” a chi ne ha bisogno e allo stesso tempo agevolare chi è alla ricerca di un lavoro. È questo l’obiettivo del registro, istituito dal Comune di Napoli, per ampliare i servizi comunali di cura e assistenza destinati a sostenere persone fragili e bambini di età compresa tra 0 e 12 anni. Il costo dell’assistenza è a totale carico della famiglia che, per avvalersi delle prestazioni del personale selezionato, è tenuta alla stipula di un contratto individuale di lavoro secondo la normativa in materia. «Il registro è una grande opportunità – commenta l’assessora al Lavoro, Chiara Marciani – per chi è in cerca di assistenza e per chi cerca lavoro e il Comune si pone come organo di controllo delle referenze e dei requisiti richiesti. Inoltre, questo è un settore in cui spesso c’è un’ampia quota di lavoro sommerso e la piattaforma si pone, dunque, anche l’obiettivo di educare a un rapporto di lavoro che possa essere il più trasparente possibile».
Una piattaforma innovativa che consentirà di rendere accessibili, nel rispetto della normativa sulla privacy, i dati di assistenti familiari in possesso di requisiti certificabili così che i cittadini potranno consultare le informazioni inserite e contattare via mail l’assistente prescelto, a seconda delle proprie necessità. Per accedere al servizio e verificare disponibilità e referenze, basta collegarsi al link registroassistentifamiliari.comune.napoli.it. Possono candidarsi al ruolo di assistenti tutti i cittadini, italiani e stranieri, in possesso dei requisiti richiesti. Tutti gli aspiranti badanti devono essere in possesso di attestati che certifichino di avere svolto percorsi di formazione in ambito assistenziale o sociosanitario. Per quel che riguarda, invece, le babysitter si considerano qualifiche superiori i corsi di formazione specifici riconosciuti dalla Regione Campania, i titoli di studio universitari in campo pedagogico e delle scienze dell’educazione e della formazione.
«Il registro – sottolinea il consigliere Sergio Colella della Commissione Politiche sociali – è uno strumento che istituisce una cornice ben definita con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure domiciliari ed è ideato così che si possano verificare disponibilità, competenze e referenze».

