Avellino, Ballardini rovescia le gerarchie

Gli applausi dei duecento tifosi arrivati forte dagli spalti del Partenio-Lombardi sono un attestato di stima importante. L’Avellino si aggrappa a Davide Ballardini per allontanare la paura di una lotta per non retrocedere che ora si è fatta di nuova centrale nei pensieri dei tifosi dopo la partenza di 2026 da brividi. Il tecnico, ufficialmente da mercoledì sulla panchina irpina, ha già varato la sua missione salvezza. «Credo nel lavoro e soprattutto negli uomini», il dogma lanciato prima di stringere la mano al gruppo biancoverde. Servirà però una sterzata decisa, con il possibile cambio modulo che sarà soltanto il primo vero atto di novità rispetto al passato. Dalle prime prove di formazione, si viaggia verso un ritorno al 4-3-1-2, modulo scelto ad inizio stagione da Biancolino prima del passaggio al più solido 3-5-2. Certezze che si sono lentamente sgretolate e che adesso bisogna ritrovare. Il ritorno al trequartista potrebbe permettere il rilancio di Roberto Insigne. Il fantasista napoletano, costretto a fare i conti con non pochi problemi fisici, potrebbe essere la grande sorpresa di formazione. Da capire anche come si comporrà l’attacco: nel gioco delle coppie Biasci parte in vantaggio su Tutino, con Pandolfi che invece prova a sorpassare Patierno. In mezzo al campo la fisicità di Kumi potrebbe rappresentare un’arma in più.

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