Autopsia su Fakir, emergono nuovi elementi: sangue nei polmoni e schiacciamento

BOLOGNA – Presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento del torace: sono alcuni degli elementi emersi dall’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio durante un intervento di polizia in via Svevo, al Pilastro. A quanto riferito da diverse fonti, resta da stabilire se lo schiacciamento sia avvenuto quando l’uomo era in vita, per un eventuale eccessivo uso della forza, oppure post mortem, durante le manovre rianimatorie. Allo stesso modo, la presenza di sangue nei polmoni potrebbe essere collegata a un eventuale uso di cocaina o a una compressione eccessiva. L’autopsia, durata sei ore, si è conclusa nel pomeriggio. «È stato un esame molto complesso, bisogna attendere gli esiti degli approfondimenti», ha dichiarato il medico legale Benedetto Vergari, consulente dei quattro volontari della Croce Rossa presenti durante l’intervento. «Non possiamo dire niente: rispetto per ciò che è accaduto e segreto professionale», ha aggiunto. Di segno opposto la valutazione dell’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti iscritti nel registro 45 bis: «L’accurata analisi non ha fatto emergere alcunché riferibile a un’azione eccessiva o violenta da parte degli agenti». La Procura procede per omicidio colposo, con i due poliziotti e i quattro operatori della Croce Rossa iscritti non come indagati, ma per annotazioni preliminari. I pm hanno disposto esami istologici, tossicologici e verifiche sulle manovre rianimatorie. I termini sono di 90 giorni. Intanto emergono nuovi dettagli sul percorso sanitario di Fakir: dopo l’accesso al pronto soccorso del 20 giugno per un problema psichiatrico, era stato inviato al Centro di salute mentale, dove aveva ricevuto una prima diagnosi e una terapia, con appuntamento fissato per agosto. Sul fronte politico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi difende l’operato degli agenti: «Dai video si evince che si siano approcciati con la delicatezza necessaria. Chi opera deve decidere in pochi secondi: credo ci sia stata attenzione ed equilibrio». Il ministro annuncia l’arrivo di cinquemila bodycam come prima dotazione. La Procura ha inoltre sequestrato pc e cellulari nell’abitazione di Fakir e sta acquisendo decine di video girati dai residenti del Pilastro. «Gli agenti vivono come un dramma l’aver assistito alla morte di un uomo che volevano preservare», ha detto Bordoni, ribadendo che i poliziotti avrebbero richiesto due volte l’automedica. L’Ausl, però, ha smentito: «Le registrazioni non confermano tale ricostruzione». Sul fronte dei familiari, l’avvocato Fabio Anselmo mantiene cautela: «Non mi sento di smentire l’ipotesi del soffocamento, ma non commento». La complessità del caso resta dunque intatta, in attesa degli esiti degli esami e delle valutazioni dei consulenti.

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