Asi Benevento, si dimette il marito dell’assessora regionale Serluca

La giunta Fico fa la prima “vittima”. È Guerino Gazzella, marito dell’assessora regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, che ieri si è dimesso dal comitato direttivo dell’Asi di Benevento dopo l’accusa di conflitto d’interessi sollevata dalla Lega. Una decisione motivata con una scelta di «opportunità politica» che respinge al mittente – il coordinatore campano del Carroccio, Gianpiero Zinzi – l’intero pacchetto delle contestazioni. Gazzella, nominato ad aprile di tre anni fa con decreto dell’allora presidente della Regione Vincenzo De Luca, ha formalizzato il passo indietro con una lettera indirizzata al governatore Roberto Fico. «Gentile presidente» si legge in apertura del testo «con la presente rassegno le mie dimissioni dall’incarico di componente del comitato direttivo del Consorzio Asi di Benevento». Il punto centrale della missiva arriva subito dopo. «Ancorché non sussistano né motivi ostativi di profilo giuridico, né conflitti d’interesse di alcun tipo, la recente nomina della mia consorte, Mariacarmela Serluca, quale assessore regionale all’Agricoltura, mi induce ad un gesto che è motivato dall’opportunità politica e dalla volontà di azzerare qualsiasi strumentalizzazione, anche mediatica, nei confronti suoi e del leader della mia compagine politica Clemente Mastella». Serluca è stata infatti inserita nel nuovo esecutivo di Palazzo Santa Lucia in quota Noi di Centro, la lista che fa riferimento al primo cittadino di Benevento e che nel Sannio è risultata la prima forza politica della coalizione di centrosinistra. In precedenza, l’assessora aveva ricoperto anche gli incarichi di vicesindaca e di assessora al Bilancio nel Comune di Benevento. Nella nota inviata al governatore Fico, Gazzella chiarisce con nettezza l’impostazione della sua scelta: nessuna ammissione sul piano giuridico ma una decisione rivendicata come politicamente necessaria per disinnescare la polemica esplosa nelle ultime ore. Polemica che ha un destinatario preciso: «Non posso non sottolineare» continua Gazzella «come tali speculazioni tuttavia provengono da una forza politica, la Lega, da cui non accettiamo lezioni di moralità politica». La lettera diventa così anche un atto di accusa rovesciato. Gazzella rivendica tempi e modalità delle dimissioni e mette a confronto il proprio gesto con altri casi recenti. «Le mie dimissioni dal Consorzio Asi» puntualizza «arrivano in maniera immediata e a poche ore dalla nomina della mia coniuge in Giunta. Arrivarono ben più tardi quelle di un ex presidente che era in carica nominato proprio grazie a Clemente Mastella: a novembre 2024 ebbe un ruolo di responsabilità nella Lega. Le sue dimissioni in un posto che non gli apparteneva più, per motivi di grammatica e morale politica, arrivarono solo a febbraio inoltrato del 2025. Questione di stile». Una chiusura che è insieme rivendicazione e sfida politica. E che segna un punto di svolta nella giornata della giunta regionale. Il caso sollevato dalla Lega viene disinnescato sul piano formale con un passo indietro immediato. Ma sul piano politico l’opposizione incassa il risultato: il primo montante all’esecutivo è andato comunque a segno. Colpito. E affondato.

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