Che campagna elettorale è stata quella che si è chiusa oggi?
«È stata una campagna elettorale autentica, fatta tra la gente, senza filtri e senza grandi apparati. Una campagna costruita ascoltando i quartieri, entrando nelle periferie, confrontandoci con commercianti, famiglie, giovani, anziani, professionisti, associazioni.
Abbiamo scelto di parlare di problemi reali e di futuro concreto, non di propaganda. È stata una campagna intensa, spesso difficile, ma anche straordinariamente ricca sul piano umano. Ho percepito un forte desiderio di cambiamento, ma soprattutto la richiesta di una politica più vicina ai cittadini, più sobria, più credibile, più capace di ascoltare».
Nel corso di queste settimane lei ha avuto modo di incontrare cittadini, associazioni, tante realtà presenti ed operanti sul territorio: quali le esigenze e le aspettative espresse con maggior forza?
«Le richieste che ho raccolto hanno un filo comune: normalità e dignità amministrativa. I cittadini chiedono una città più pulita, più sicura, più ordinata, con servizi efficienti e attenzione quotidiana ai problemi concreti.
Molti giovani ci hanno parlato della difficoltà di immaginare il proprio futuro a Salerno: lavoro precario, pochi spazi culturali, scarsa partecipazione. Le famiglie chiedono sostegno, trasporti migliori, manutenzione delle scuole, vivibilità dei quartieri. I commercianti denunciano crisi economica, tasse elevate e una progressiva desertificazione di tante zone della città. E poi c’è una richiesta fortissima di trasparenza: i cittadini vogliono capire come vengono spesi i soldi pubblici e chiedono un Comune meno concentrato sulle grandi narrazioni e più attento alla vita quotidiana delle persone».
In caso di vittoria, come caratterizzerà i suoi primi cento giorni da sindaco di Salerno?
«I primi cento giorni saranno improntati a tre parole: ascolto, verifica, operatività.
Partiremo da un’analisi rigorosa della situazione economico-finanziaria del Comune, perché credo che la trasparenza debba essere il primo atto di rispetto verso la città. Poi apriremo immediatamente un confronto permanente con quartieri, categorie produttive, associazioni e cittadini, affinché le priorità dell’amministrazione nascano dal territorio reale.
Ci concentreremo subito su manutenzione urbana, pulizia, mobilità, sicurezza urbana e razionalizzazione della spesa. Voglio un Comune che torni ad occuparsi delle cose essenziali: strade, verde pubblico, scuole, servizi, periferie. E soprattutto lavoreremo per ricostruire un clima di fiducia tra istituzioni e cittadini. Salerno ha bisogno di ritrovare partecipazione, sobrietà amministrativa e visione»
Il suo appello finale agli elettori
«Chiedo ai cittadini di andare a votare con libertà e coscienza. Al di là delle appartenenze, questa elezione rappresenta una scelta importante sul futuro della città. Io credo che Salerno meriti una nuova stagione: più semplice, più giusta, più vicina alle persone. Abbiamo dimostrato che si può fare politica anche con pochi mezzi ma con idee, passione e credibilità. A chi in queste settimane ci ha ascoltato, sostenuto o anche semplicemente osservato con attenzione, dico: non rassegniamoci all’idea che nulla possa cambiare. Il cambiamento comincia quando i cittadini tornano ad essere protagonisti del proprio presente e si assumono la responsabilità del futuro».

