Che campagna elettorale è stata quella che si è chiusa oggi?
E’ stata una campagna strana, in cui si è partiti con otto candidati sindaci, espressione di altrettante coalizioni o liste civiche, ma nel corso delle settimane ci si è ritrovati ad una unione di fatto fra sei di queste compagini, nel tentativo, alla fine, di scardinare la cappa di piombo che sovrasta Salerno da oltre trenta anni. La stranezza è nel numero dei candidati sindaco e soprattutto nel fatto che quella unione che non si è trovata in fase di preparazione della campagna elettorale, si sta creando, adesso, in vista di un ballottaggio sempre più ipotizzabile.
Nel corso di queste settimane lei ha avuto modo di incontrare cittadini, associazioni, tante realtà presenti ed operanti sul territorio: quali le esigenze e le aspettative espresse con maggior forza?
Come sempre a Salerno vivono più anime. C’è chi, per pigrizia, indolenza, menefreghismo o interesse, non si preoccupa di cambiare lo status quo. Sono tanti ma non così tanti come una volta, da qua le speranze di un ballottaggio che cambierebbe le carte in tavola in maniera forse decisiva. Poi c’è un’anima legata alla voglia di cambiamento. Non tutti quelli che desiderano uscire dal sistema feudale che domina la città poi vanno a votare, magari perché rassegnati, magari perché non credono ci si possa riuscire. Io mi rivolgo soprattutto a questi, è la volta buona, uscite dalle vostre case e dateci una mano a rompere il sistema. Vogliamo o no una Salerno con servizi efficienti, con il verde, con una mobilità sostenibile, con più sicurezza ed un turismo meno improvvisato? O vogliamo continuare a fare la stampella di un sistema fatto di grandi opere promesse, quasi mai realizzate o terminate. Un sistema di tagli di nastro e conferenze stampa con cantieri aperti ovunque e mai chiusi nei tempi previsti, come Piazza Cavour (14 anni di transennature), Porta ovest, progettata venti anni fa, il sottopasso di via Santissimi Martiri, con lavori bloccati da anni o il corso di Salerno, ancora in lavorazione in alcuni tratti ma già rimaneggiato e riscavato in tratti appena terminati.
In caso di vittoria, come caratterizzerà i suoi primi cento giorni da sindaco di Salerno?
Più che ai classici cento giorni, noi abbiamo guardato oltre, programmando una serie di azioni in quella che abbiamo denominato la “campagna dei 180 giorni”: non uno slogan, ma un cronoprogramma. Non chiacchiere a vuoto, non promesse a lungo termine e lavori bloccati, ma un piano d’urto per i primi sei mesi di amministrazione. Questo nel segno della discontinuità totale con il passato. In breve:
Entro sei mesi, tutti i giardini di quartiere saranno ripristinati e resi pienamente utilizzabili. Nascerà subito il “Team Operativo Riparazioni”, una squadra d’intervento rapido attiva h24 per riparare buche, marciapiedi e illuminazione pubblica su segnalazione diretta dei cittadini.
Per presidiare le zone a rischio e i parchi cittadini, sarà subito attivata la figura del “Vigile di Quartiere”. Parallelamente, la trasparenza diventerà un pilastro dell’amministrazione con l’istituzione immediata dell’Assessorato alla Trasparenza e del Garante dei Disabili.
Entro sei mesi, il trasporto pubblico sarà potenziato, specialmente per le zone collinari ed i quartieri periferici, e dotato di indicazioni precise e digitalizzate. Verrà immediatamente varato il nuovo Piano della Mobilità “Dolce”, con la progettazione di future piste ciclabili, bike sharing e stazioni di ricarica, parcheggi interrati. Nel Centro Storico, la ZTL sarà riorganizzata con varchi elettronici e ingressi a pagamento per i non residenti, tutelando chi in centro ci vive.
Saranno aperti gli Sportelli di Facilitazione Digitale per aiutare concretamente gli anziani con lo SPID, le prenotazioni sanitarie online e l’uso delle App della Pubblica Amministrazione. La tecnologia deve servire a semplificare la vita, non a complicarla.
Entro sei mesi ilComune aprirà le porte degli immobili inutilizzati, che diventeranno centri di aggregazione per ragazzi e ragazze, con laboratori di musica, cinema e teatro. Il turismo e la cultura non saranno più eventi isolati. Le “Luci d’Artista“ verranno totalmente riprogettate per essere connesse a percorsi culturali tutto l’anno.
Infine, lo sport come motore di salute e inclusione: entro sei mesi partirà il piano straordinario di riqualificazione di tutti gli impianti sportivi cittadini, troppo spesso lasciati all’abbandono.
Il suo appello finale agli elettori
Salerno Migliore è nata oltre due anni fa come associazione di cittadini per i cittadini. Non abbiamo colori politici e partitici, abbiamo sensibilità varie a questo livello, ma quello che ci accomuna è il bene di Salerno ed il desiderio di poter lavorare concretamente per realizzarlo. Chi ci segue, chi si è apertamente schierato con noi in questa avventura politica, ha compreso i nostri intenti e ci riconosce la diversità rispetto alle altre coalizioni. Siamo cittadini al lavoro per i cittadini, per realizzare una città moderna, organizzata, pulita e verde, con occasioni reali di occupazione per i nostri giovani e con servizi efficienti per i nostri anziani. Votarci significa uscire da vecchie logiche stantie e vuol dire, concretamente, dare il segnale che finalmente si vuole cambiare.

