Antonio Vergara sogna in grande: “In campo con me c’è tutta Napoli”

Un sogno diventato realtà. Antonio Vergara vive il magic moment con la testa attaccata sulle spalle.
“Me l’ha ripetuto Conte sin dal primo giorno. Mi diceva: “Antò, sei bravo ma ogni tanto spegni il cervello”.
Questo è un insegnamento che ho fatto mio”. Da prodotto del vivaio, ultimo nelle rotazioni, a jolly a sorpresa, uomo copertina di un Napoli che tra mille difficoltà continua a credere nei due obiettivi rimasti.
Il numero ventisei non ha nessuna intenzione di fermarsi dopo la settimana da sogno appena andata in archivio. Il gol con il Chelsea in Champions League il colpo di scena, la fuga e la freddezza a tu per tu con De Gea nel match con la Fiorentina la consacrazione “Quello con i viola è stato più bello perché abbiamo vinto”.
Ora però Vergara vuole continuare ad accelerare: “Questo momento della mia carriera lo vivo molto serenamente, non percepisco il peso di un “treno della svolta” o soprattutto della responsabilità che la maglia del Napoli comporta – spiega a Radio Crc -. È una fase della mia crescita e del mio percorso.
Ogni volta che indosso questa maglia e come se la indossassero con me altre migliaia di persone: quindi il peso si divide. Percepisco questa magia come il giocare per la mia gente”.Il momento più alto della sua avventura col pallone tra i piedi, con il Napoli subito al lavoro per prolungare il contratto con un adeguamento importante, in linea con la crescita del numero 26.
Una metamorfosi anche grazie al lavoro fatto con Conte: “Mi sento sicuramente migliorato, ho sempre giocato dando una mano tatticamente alla squadra. Noi lavoriamo tanto su quello che dobbiamo fare sotto il punto di vista tattico, davvero tanto.
Il mister ci chiede di aiutarci l’uno con l’altro ed io cerco di farlo: se il mister mi chiede di raddoppiare, ci provo”. Il guizzo tecnico e il dribbling restano il punto di forza: “Il mio idolo è sempre stato Messi, ma quando mi sono fatto più grande ed andavo a fare gli allenamenti in prima squadra con il Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski.
Era bello da vedere: faceva uno stop di tacco a seguire che si conosceva a memoria, ma riusciva comunque a sfuggire agli avversari. Un giocatore molto forte”.
Tra i tanti sogni c’è quello di portare gli azzurri in alto: “Per me essere in questa squadra con giocatori di grande talento, allenato da Conte, è come essere al banco a scuola. Loro mi insegnano e io cerco di apprendere il più possibile”.

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