Antonella Apicella, cuore salernitano: «Un onore per me indossare la fascia»

Appena 20 anni eppure le idee chiarissime. Non soltanto sul peso (e sull’onore) di indossare, giovanissima, la fascia da capitano della Salernitana Women.
Per Antonella Apicella, cresciuta con il granata nel sangue, il sogno promozione è tutt’altro che sfumato, e alla ripresa del torneo dopo la sosta sarà tempo di provare a blindare i playoff.
E nel futuro, perché no, chissà che non possa esserci una chance sulla panchina, non prima però d’essersi goduta a piena una carriera ancora lunghissima sulla propria strada…
Vittoria sul Matera, ora una lunga sosta prima del ritorno in campo per una partita decisiva in chiave playoff: come affrontate questo periodo di pausa?
«La vittoria col Matera è stata importante e fondamentale sia per il morale sia per la classifica, perché ci ha permesso di consolidare il secondo posto e di dare continuità al nostro percorso. La sosta arriva in un momento delicato della stagione e la stiamo vivendo con grande concentrazione: da un lato ci consente di recuperare energie fisiche e mentali, dall’altro sappiamo bene che non possiamo permetterci di abbassare l’intensità. Stiamo lavorando con attenzione su ogni dettaglio per farci trovare pronte alla ripresa, perché la prossima partita sarà determinante per il nostro cammino».
Il primo posto è sfumato, ma ci sono gli spareggi da conquistare. Credete ancora nella promozione?
«Assolutamente sì. È chiaro che il primo posto era un obiettivo importante e ci abbiamo creduto fino in fondo, ma il campionato non finisce lì. I playoff rappresentano una grande opportunità e noi vogliamo giocarceli al massimo delle nostre possibilità. Il gruppo è compatto, consapevole del proprio valore e determinato a continuare a lottare per la promozione fino all’ultimo».
Appena 20 anni, ma una lunga militanza in granata. Da inizio stagione hai anche ereditato la fascia da capitano. Più forte l’orgoglio o il “peso” della fascia?
«Indossare la fascia di capitano per me è un onore enorme, soprattutto perché sono cresciuta con questi colori fin dal settore giovanile. È una responsabilità importante, che sento molto, ma allo stesso tempo rappresenta una grande opportunità di crescita personale e sportiva. Cerco ogni giorno di essere un punto di riferimento per le compagne, dentro e fuori dal campo, dando sempre il massimo».
Nel 2025 hai iniziato anche il percorso da allenatrice. Cosa ti ha portato a questa scelta e che emozioni ti sta regalando questa esperienza parallela?
«È una scelta nata dalla passione per questo sport e dalla voglia di trasmettere qualcosa alle più piccole, condividendo con loro ciò che ho imparato in questi anni. Allenare mi sta dando tantissimo, sia dal punto di vista personale che calcistico: mi permette di vedere il calcio da un’altra prospettiva e mi aiuta anche a crescere come atleta, perché mi rende ancora più consapevole di tanti aspetti del gioco».
La Salernitana può vantare la seconda miglior difesa del campionato, merito anche del tuo temperamento. Quanto orgoglio c’è in questi numeri e dove può ancora migliorare la squadra?
«C’è sicuramente grande orgoglio, perché la fase difensiva è il risultato del lavoro di tutta la squadra e non solo della linea arretrata. Difendere bene è sempre una questione collettiva. Allo stesso tempo sappiamo che possiamo ancora migliorare sotto tanti aspetti, soprattutto nella gestione di alcuni momenti della partita, e continuiamo a lavorare ogni settimana per crescere ancora».
Salernitana doc, tutta la trafila nel settore giovanile. Quanto è forte il senso di identità che ti lega a questi colori? Segui anche la prima squadra maschile?
«Il legame con questi colori è indubbiamente speciale, perché sono cresciuta qui e rappresentare questa maglia per me ha un valore particolare.
Questo senso di appartenenza mi porta a dare sempre qualcosa in più in campo. Seguo anche la prima squadra maschile: quando posso vado allo stadio e faccio sempre il tifo per loro, perché sento forte il legame con tutto l’ambiente granata».

Torna in alto