Agricoltori europei in piazza contro l’accordo Mercosur

Francia alla Grecia, quella di ieri è stata una giornata di mobilitazione per gli agricoltori di numerosi Paesi dell’Unione Europea, in piazza per protestare contro la sempre più probabile firma dell’accordo con il Mercosur. Un’intesa che, a detta del mondo agricolo, rischia di penalizzare sensibilmente i produttori europei e ridurre le garanzie di sicurezza per i consumatori.
In Francia epicentro della protesta è stata Parigi, con centinaia di trattori bloccati alle porte della città e qualche decina che, dopo essere riuscita a superare i blocchi della polizia, ha raggiunto i luoghi simbolo della capitale. Gli agricoltori hanno raggiunto infine la sede dell’Assemblea Nazionale, accogliendo con salve di fischi la presidente Yael Braun-Pivet.
«Importeremo prodotti dal resto del mondo che non soddisfano i nostri standard: non è possibile, è inaccettabile. Quindi – ha detto Arnaud Rousseau, presidente del sindacato agricolo FNSEA – continuiamo a mobilitarci».
In Grecia, invece, la protesta ha avuto carattere diffuso, con blocchi stradali e manifestazioni che hanno interessato diverse città del Paese.
La protesta degli agricoltori sta mettendo sotto pressione il già debole Macron, spingendo il governo a mantenere una posizione contraria alla ratifica dell’accordo. Sulla linea di Parigi ci sono anche Ungheria ed Irlanda. A favore la Germania, che punta ad ottenere il via libera alla ratifica dell’accordo nella votazione prevista per oggi.
Appuntamento che, salvo sorprese dell’ultimo momento, vedrà l’Italia giocare un ruolo determinante: a dispetto dell’opposizione del mondo agricolo, infatti, il governo Meloni appare ormai aver deciso in favore del sì alla ratifica del trattato. A spingere il governo in questa direzione avrebbe contribuito anche il via libera di von der Leyen all’impiego anticipato di 45 miliardi di euro – già previsti – per il settore agricolo.
Nonostante ciò l’opposizione delle organizzazioni italiane del comparto resta netta. Ieri Coldiretti e Filiera Agricola hanno ribadito il no ad un accordo «senza reciprocità e quindi che valgano per i produttori che esportano in Europa le stesse regole imposte agli agricoltori europei». Viene anche ribadita la necessità del «divieto di ingresso nell’Unione europea di alimenti ottenuti con sostanze e tecniche bandite da anni nei nostri campi e nelle nostre stalle».
Non manca, poi, un attacco frontale alla commissione europea e alla Germania: «L’accordo Mercosur – si legge nella nota delle due associazioni – è un favore della Von der Leyen e dei suoi tecnocrati di Bruxelles ai grandi gruppi industriali multinazionali, a partire dalle aziende tedesche del settore chimico come Bayer e Basf, consentendo di esportare con maggiore facilità fitofarmaci vietati da tempo nell’Unione europea, i quali finirebbero per rientrare nei piatti dei consumatori proprio attraverso le importazioni agevolate dall’accordo».

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