Un’adesione “rapida ma limitata”: questa la proposta, ancora in fase embrionale, che la commissione europea starebbe valutando per consentire all’Ucraina di entrare a far parte in tempi brevi dell’Unione Europea – nell’ambito di un accordo di pace con la Federazione Russa – senza tuttavia concedere a Kiev i poteri derivanti da una adesione “piena”.
Sarebbe questa la soluzione che si starebbe valutando – stando a quanto riporta l’agenzia Reuters – per non smentire, almeno non in toto, le promesse incautamente fatte a Kiev di una veloce e piena integrazione nell’Unione Europea e, nel contempo, superare le resistenze di quegli stati membri che evidenziano come l’Ucraina sia ben lontana dal rispettare tutti i parametri previsti per l’adesione. Creando così un pericoloso precedente che, di fatto, porterebbe all’abbandono del criterio di adesione basata sul rispetto di precisi e rigorosi standard giuridici, sociali ed economici.
L’ingresso a pieno titolo dell’Ucraina nell’Unione Europea arriverebbe solo al termine di un periodo di transizione che, nelle intenzioni, dovrebbe portare al rispetto di tutti i criteri ordinariamente richiesti per l’adesione.
Intanto la diplomazia lavora anche su altri fronti, in particolare quello del dialogo tra Ucraina e Stati Uniti, nel tentativo di raggiungere un’intesa sulla proposta di pace messa a punto dalla Casa Bianca. Ad annunciare una nuova tornata di colloqui è Zelensky che, con un post su Telegram, ha annunciato l’invio a Washington di una delegazione guidata dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa Rustem Umerov e dal capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov.
«Speriamo – scrive il presidente ucraino – che ci sarà maggiore chiarezza sia riguardo ai documenti che abbiamo già praticamente preparato con la parte statunitense, sia riguardo alla risposta della Russia a tutto il lavoro diplomatico che è stato svolto».
Tutto da sciogliere è il nodo relativo al futuro assetto territoriale dell’Ucraina orientale, con Mosca che non intende rinunciare al controllo compelto del Donbass. E Kiev che ritiene impossibile ritirarsi da quella parte della regione di Donetsk dove sono ancora presenti le proprie forze.
Intanto sul campo di battaglia i combattimenti continuano con relativa intensità, considerato anche il periodo invernale, così come non si arresta la lenta ma metodica avanzata russa. Dove Mosca sta accelerando è nella campagna aerea mirata alla distruzione delle infrastrutture energetiche ucraine: al momento tutte le centrali elettriche del Paese hanno subito danni più o meno gravi, tanto che oggi l’Ucraina riesce a produrre solo il 60% dell’energia elettrica necessaria ad alimentare il sistema industriale e le infrastrutture. Ed a soddisfare le esigenze della popolazione, sempre più di frequente costretta a fare i conti con sospensioni nella fornitura di acqua ed energia elettrica, oltre che dei riscaldamenti. Aspetto certamente non secondario dal momento che questo è uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni in Ucraina.
