Addio ad Angela Luce: Napoli perde la sua ultima Regina

Il sipario è calato per l’ultima volta su Angela Luce. L’attrice e cantante, nata Angela Savino, si è spenta all’età di 87 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama culturale italiano. Solo pochi giorni fa, con la passione che l’ha sempre contraddistinta, aveva manifestato il suo profondo dolore per il rogo del Teatro Sannazaro, quasi a voler salutare quel palcoscenico che era stato la sua seconda casa. Ai ricordi e alle tante voci che vogliono celebrarne il talento, quella di Claudio Tortora, impresario teatrale nonché “inventore” del famoso Premio Charlot molto colpito dalla perdita «di un artista che sicuramente è stato al centro del panorama nazionale per la sua capacità, la sua bravura e tutto il talento. E’ stata e sarà sempre comunque un pezzo della storia di Napoli alla fine».

Tortora ha inoltre aggiunto «Credo che siano persone, questi artisti, che non possono essere dimenticati per quanto hanno dato e per le capacità che avevano in sé. Stiamo parlando di una generazione che purtroppo sta andando via. E’ un momento triste per lo spettacolo partenopeo. Ma non direi partenopeo soltanto, per tutta la cultura nazionale, perché sia Angela Luce che il Sannazaro sono e restano due punti di grande riferimento del nostro lavoro. Per questo bisogna sicuramente riservare un ricordo importante e dare il posto che merita per quanto ha dato e quanto ha fatto e per quanto ha contribuito alla crescita della cultura non solo in Campania ma in tutta Italia».

Diva autentica, in grado di interpretare con spirito e forza d’animo sia ruoli nel cinema d’autore che brani della canzone popolare, la Luce ha incarnato l’anima verace di Napoli. La sua carriera è un mosaico di incontri leggendari: dai set con Totò e Peppino De Filippo alla guida artistica di Eduardo, fino al successo musicale che le valse il podio a Sanremo nel 1975. Dotata di una bellezza mediterranea, ha saputo sfruttare anche una ferrea disciplina recitativa che le ha permesso di essere premiata con il David di Donatello nel 1995 per L’amore molesto. Forte il suo legame con la città, un amore ricambiato da un pubblico che vedeva in lei l’ultima erede di una tradizione nobilissima. I funerali, previsti per domani, saranno l’abbraccio finale di una Napoli che non smetterà mai di cantare le sue canzoni.

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