A Testa Alta cresce. Sul piano del peso elettorale e dunque politico. L’annuncio del congresso provinciale a Caserta, a firma del consigliere regionale Gennaro Oliviero, segna un passaggio decisivo per la civica ispirata dall’ex governatore Vincenzo De Luca. A Testa Alta cresce ma la direzione tracciata a Caserta non diventa, almeno per ora, linea regionale. È Luca Cascone (foto a destra), primo degli eletti nella circoscrizione di Salerno e il più votato della lista in Campania con oltre 20mila preferenze, a tenere distinto il piano territoriale da quello complessivo. «Ad oggi continuo a considerare A Testa Alta come un’aggregazione civica, non come un partito» sottolinea Cascone, lasciando però aperta la porta a sviluppi futuri. «È un ragionamento che potrà eventualmente essere affrontato e valutato nel tempo». Il punto politico resta però il peso del contenitore. A Testa Alta non è più soltanto una lista elettorale. È la terza forza del centrosinistra campano dopo Partito democratico e Movimento Cinque Stelle, con 167mila voti, l’otto per cento dei consensi e quattro consiglieri eletti. E come tale ha avuto un ruolo determinante nella vittoria di Roberto Fico. Sul punto Cascone è netto: «Ha dimostrato una reale capacità di aggregare forze e risorse che oggi non si riconoscono nei partiti tradizionali del centrosinistra. È un’opportunità concreta per chi non si sente rappresentato dagli attuali assetti politici». Due territori, dunque, due tempi diversi. A Caserta si ragiona già in termini di strutturazione e radicamento in vista delle prossime amministrative. A Salerno, invece, si rivendica la natura civica del progetto valorizzandone la funzione aggregativa più che quella partitica. Ma in attesa che il leader indiscusso Vincenzo De Luca definisca – o meglio, tracci – la linea complessiva, il dato politico è ormai chiaro: A Testa Alta non è più una semplice parentesi elettorale. È un soggetto in evoluzione, destinato a pesare nei futuri equilibri del centrosinistra campano.

