Mattinata scandita dalle proteste dei comitati civici quella di ieri a Bagnoli, con un nuovo blocco stradale dalle 5 alle 7 tra via Diocleziano e via Enea. A scendere in strada gli aderenti alla “Rete No America’s Cup”, impegnati a bloccare i camion in entrata ed in uscita dal cantiere in cui si stanno realizzando le opere destinate ad accogliere equipaggi e delegazioni in arrivo in occasione della regata internazionale che prenderà avvio il prossimo 10 luglio. Durante la manifestazione è stato assicurato il libero passaggio per le vetture private.
La richiesta avanzata dai manifestanti è stata quella di «fermare i lavori un attimo e discutere con tutto il territorio non solo con poche associazioni, la partecipazione si fa prima che il quartiere venga invaso di camion». In attesa di risposte è stata confermata la giornata di mobilitazione prevista per il prossimo 7 febbario, con un nuovo blocco dei mezzi pesanti impegnati nei cantieri dell’America’s Cup.
Una rassicurazione sulla sicurezza degli interventi in atto e sulla piena rispondenza degli stessi ai massimi criteri di tutela ambientale – chi ha dimenticato gli attacchi dell’ex governatore De Luca in tema di autorizzazione ambientale? Non certo il primo cittadino di Napoli – è arrivata da Gaetano Manfredi, nel corso di un’ampia intervista rilasciata a Napoli Today.
Il sindaco, nonché commisario straordinario per Bagnoli, ha tenuto a sottolineare che «su tutte le attività previste nel piano di bonifica c’è stato un lunghissimo confronto con il ministero dell’Ambiente e la Commissione nazionale Via Vas e rappresentano standard di bonifica sia a terra che a mare all’avanguardia».
In particolare Manfredi è intervenuto sul delicato tema della mancata rimozione totale della colmata, decisione che ha ingenerato non poche preoccupazioni tra i cittadini di Bagnoli.
«Dall’analisi d’impatto ambientale – ha spiegato il sindaco – rispetto alla rimozione della colmata o a lasciarla in sito tombandola è emerso che è più sicuro, dal punto di vista ambientale, lasciarla piuttosto che portarla via: toglierla avrebbe avuto un impatto ambientale enorme perché significa milioni di metri cubi di materiale che doveva essere tolto dal mare e portato in discariche controllate e significa decine di migliaia di camion che ogni giorno devono portare fuori regione i materiali».
Senza tener conto dell’inevitabile dispersione in manrte di materiaòle residuo nel corso dei lavori di rimozione.

