Lunghe camminate e tanta riflessione per Giovanni Zannini

Cinque mesi di nulla. Da quando ha avuto il divieto di dimora in regioni non confinanti le giornate di Giovanni Zannini scorrono tutte uguali. Lunghe camminate e tanta riflessione. Nessuno direbbe che quello che cammina per le strade di Castel di Sangro è mister preferenze in Regione Campania. Ma tant’è. Zannini ha scelto di vivere così questi mesi. Pochi contatti esterni e solo famiglia. Moglie e figli non gli hanno fatto mancare la presenza così come pochissimi esponenti del partito, solo quelli istituzionali. Per scelta ha tagliato i rapporti con gli altri cominciando da sindaci e consiglieri comunali di Caserta. Si informa certo, leggendo i giornali, ma i giorni che passano alimentano il disincanto e la voglia di voltare pagina. E’ un altro Zannini quello che cammina per le strade di Castel di Sangro. La convinzione di essere invincibile ha lasciato il passo alla necessità del dialogo. La vita frugale ha preso il posto delle serate a ristorante. E’ una dimensione locale che probabilmente gli servirà nella sua seconda vita quando potrà tornare in Campania. Mette ordine negli appunti, scrive, ricorda e progetta perché quello che è chiaro che Zannini vede una luce in fondo al tunnel. Non sa quanti chilometri ancora dovrà percorrere ma sa che prima o poi potrà tornare nella sua provincia . In questo contesto si colloca la presa di distanza da chi vorrebbe utilizzarlo per questioni interne. Lasciatemi stare ripete a tutti. E questa è la vera differenza tra il Zannini prima della misura che si sarebbe buttato a capofitto nella battaglia e il Zannini di oggi, riflessivo attento e proiettato su quello che più conta, la famiglia e se stesso.

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