Calcio popolare in festa a Salerno per il primo anno di Independiente

La fine di una stagione, o anche l’inizio di un nuovo progetto, che giunto al termine del primo anno, si racconta. L’Independiente Zona Orientale vuol ripercorrere le tappe del proprio percorso di calcio popolare, nato ufficialmente lo scorso settembre ed “esploso” attraverso l’iscrizione al campionato CSI, con i playoff sfumati per un nulla alla prima storica partecipazione del collettivo nato dal basso, che persegue obiettivi di aggregazione ed inclusione. Dalle prime riunioni alle prime trasferte, le torciate i cori e le più disparate iniziative collaterali (che pure però fanno da colonna fondante del progetto), tutto questo e tanto altro sarà raccontato nell’evento in programma sabato 30 maggio. Presso l’Hub della Creatività e della Comunicazione Arbostella, sito in viale Giuseppe Verdi, si terrà infatti “Sintesi Creativa di una Stagione Calcistica”: un viaggio dentro al mondo del “Polpo Granata” attraverso un’esposizione fotografica e una proiezione di video per rivivere i momenti più significativi del primo anno di vita della squadra, oltre a un’installazione sonora e un talk. Proprio la creatività, dalle scenografie, ai cori riadattati di una tifoseria giornata dopo giornata sempre più nutrita, colorata e impermeabile al “politicamente corretto”, alle divise e a logo e naming, è tra i capisaldi dell’Indipendente. Che negli scorsi mesi ha allargato la base del proprio progetto lanciando la squadra di femminile. Dopo i primi allenamenti presso il campetto di calcio a 5 dell’Hub Arbostella, esordio storico quello di martedì per le ragazze del calcio popolare cittadino. Debutto ufficiale in un torneo, il triangolare estivo provinciale organizzato al Campus dell’Università degli Studi di Salerno. Un altro piccolo grande traguardo che merita di essere celebrato. “Siamo scese in camp con la consapevolezza che il calcio può essere escludente, competitivo fino a diventare tossico, attraversato da pessimo e logiche discriminatorie. Noi vogliamo prenderci il nostro spazio, costruire relazioni diverse dentro e fuori dal campo”. E proprio fuori dal campo è arrivato forse lo spettacolo più bello, più importante di un gol o di una parata. Una torcida che non ha nulla da invidiare a squadre professionistiche, che tra bandiere (immancabile quella della Palestina, sventolata con fierezza sugli spalti di tutta la provincia già nel corso del torneo CSI), sciarpe, e un calore decisamente fuori dal normale, ha attirato la curiosità e l’ammirazione di numerosi passanti, addetti ai lavori ed avversari. Tutto racchiuso dal messaggio condiviso con uno striscione. “Tre mesi fa non ce lo potevamo aspettare, ma oggi siamo qui a tifare il calcio popolare”. In pochi avrebbero potuto immaginarlo…

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