La decisione del Consiglio di Stato che, respingendo il ricorso presentato dall’azienda salvo che per un punto, ha confermato la cessazione dell’attività delle Fonderie Pisano – in attesa della decisione di merito dei giudici del Tar di Salerno – ha spinto ieri mattina gli operai dello stabilimento di Fratte a dare vita ad un nuovo presidio. Al centro delle preoccupazioni sollevate dalle maestranze il futuro occupazionale dei circa cento dipendenti delle Fonderie, futuro su cui qualche indicazione potrebbe arrivare in occasione del prossimo tavolo di confronto previsto a Roma.
Al presidio di ieri mattina ha partecipato anche il coordinatore nazionale della Fiom Cgil Loris Scarpa, che ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ovviamente con una soluzione che sia in grado di conciliare le esigenze occupazionali con la tutela ambientale.
E proprio su quest’ultimo punto particolarmente interessanti sono i dati diffusi dai rappresentanti dell’associazione “Salute e Vita”, tra i protagonisti della battaglia per la tutela della salute dei residenti nell’area circostante la fonderia di Fratte. I dati sono quelli rilevati dalla centralina dell’Arpac e si riferiscono alle settimane in cui, a seguito della decisione della Regione, è stata bloccata l’attività produttiva dell’impianto siderugico salernitano.
Dati che evidenziano un vero e proprio crollo degli inquinanti presenti nell’area a seguito del blocco degli impianti: tra il 26 marzo e il 30 aprile tutte le undici sostanze inquinanti monitorare si sono drasticamente ridotte, in qualche caso fino a sfiorare il completo azzeramento.
«Il confronto con il periodo in cui l’impianto era attivo – si legge nella nota dell’associazione “Salute e Vita’ – mostra riduzioni fino al 92,9% per l’anidride solforosa, 88,9% per l’acido solfidrico, 85,7% per il benzene e 75% per il monossido di azoto. Si sono dimezzati anche il particolato fine e grossolano, il monossido di carbonio e gli ossidi di azoto. Il confronto storico con i mesi di aprile 2024 e 2025, quando la fonderia era in piena attività, conferma questo andamento. Ad aprile 2026, primo mese completo ad impianto fermo, i valori sono crollati su tutta la linea».
Riduzioni evidenti si sono registrate anche per quel che riguarda le polveri sottili, pm10 e pm 2.5 in particolare, passate rispettivamente da 18,8 µg/m³ a 12,4 µg/m³ e da 10,2 µg/m³ a 8,4 µg/m³.
«Questa decisione rappresenta una svolta storica per il nostro territorio – dichiara Lorenzo Forte, presidente dell’associazione “Salute e Vita” – per tutte le famiglie che per anni hanno convissuto con paura, malattie e preoccupazioni. Per la prima volta viene affermato con chiarezza che il diritto alla salute, alla vita ed all’ambiente prevale su qualsiasi altro interesse economico».

