Pomigliano, il rilancio passa dalla nuova auto elettrica

Passa attraverso la conversione all’elettrico il tentativo di rilanciare la produzione del gruppo Stellantis e, in particolare, dello stabilimento di Pomigliano. Dalla fabbrica napoletana, infatti, nel corso del dovrebbe uscire la nuova auto elettrica targata Stellantis, un nuovo prodotto che mira a recuperare posizioni nel segmento di mercato delle vetture di piccole dimensioni puntando sull’innovazione. L’annuncio è arrivato ieri, con una nota dell’azienda in cui si sottolinea – tra l’altro – la volontà di reagire efficacemente «alla contrazione senza precedenti del segmento delle vetture di piccole dimensioni a prezzi accessibili in Europa».
I modelli e-car di Stellantis «si distingueranno – si legge nella nota dell’azienda – per un design all’avanguardia e saranno dotati di tecnologie Bev di livello mondiale, sviluppate in collaborazione con partner selezionati per garantire maggiore accessibilità economica e accelerarne il time-to-market».
Il gruppo automobilistico ritiene di aver individuato nel modello di e-car che sarà prodotto a Pomigliano lo strumento adatto per inserirsi in un segmento di mercato – quello della mobilità elettrica – valutato come «ad alto potenziale» ed indirizzato prevalentemente al mercato interno dell’Unione Europea. Da queste premesse discende la previsione di realizzare presso lo stabilimento napoletano volumi definiti «significativi», anche se non ancora quantificati (o almeno resi pubblici). Proprio quello di cui ha bisogno lo stabilimento di Pomigliano, fabbrica che ha chiuso il 2025 con un segno meno sul fronte della produzione (destino condiviso con tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis, eccezion fatta per lo storico stabilimento torinese di Mirafiori).
Pomigliano nel 2025 ha registrato un calo della produzione del 21.9% rispetto all’anno precedente, con la chiusura a dicembre della linea di produzione della Hornet Dodge. Insufficienti a mantenere la piena occupazione delle maestranze si sono rivelate le linee di produzione della Tonale e della Pandina.
Positiva, ma prudenze, la reazione dei sindacati dei metalmeccanici, attenti a sottolineare come dall’annuncio all’avvio previsto della produzione del nuovo modello di auto elettrica intercorra un lasso di tempo lungo, tanto più in un momento caratterizzato da numerose turbolenze ed incertezze a livello economico e politico su scala globale. Di qui la richiesta all’azienda di un « coinvolgimento pieno e continuativo, con un confronto puntuale su ogni fase del progetto e sui suoi effetti occupazionali e industriali». Tutelare i livelli occupazioni resta l’obiettivo primario, anche per quel che riguarda l’indotto, messo a durissima prova dalla contrazione della produzione Stellantis, come testimonia – un esempio fra i tanti possibili – la vertenza Trasnova.
«La decisione della multinazionale francese – dicono il segretario generale Fiom Cgil Napoli, Mauro Cristiani e il responsabile automotive, Mario Di Costanzo – è un segnale importante rispetto alla centralità del sito di Pomigliano d’Arco nelle scelte industriali future del gruppo. A questo punto, resta determinante traghettare lo stabilimento fino al 2028 e ciò dovrà avvenire salvaguardando gli attuali livelli occupazionali che, a seguito di più accordi di esodo incentivato, hanno subito un calo significativo». Per far questo secondo i rappresentanti della Fiom è indispensabile garantire «il mantenimento delle attuali produzioni, a partire dalla Pandina, che continua a trainare lo stabilimento».

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