Continua il terremoto giudiziario nel quale è finito il sistema arbitrale italiano.
E’ stato ascoltato come testimone, per oltre tre ore in Procura a Milano nell’inchiesta sul sistema arbitrale, Riccardo Pinzani, ex arbitro e club referee manager della Lazio da questa stagione e fino allo scorso anno coordinatore dei rapporti con le società di calcio per l’Aia, l’associazione italiana arbitri. Dopo la sua testimonianza sarà la volta, davanti al pm Maurizio Ascione, dell’audizione di Andrea Butti, responsabile dell’ufficio Competizioni per la Lega Serie A e anche lui teste non indagato.
Le nuove audizioni in Procura si stanno concentrando, dunque, su dirigenti e responsabili della Lega Serie A e sui club referee manager, ossia quelle figure, spesso ex arbitri, ingaggiate dai club per tenere relazioni con il settore arbitrale.
Pinzani, sentito nell’ufficio del pm Ascione come persona informata sui fatti, fino al 2025 è stato coordinatore nazionale della Commissione Aia per la formazione degli addetti agli arbitri.
Nell’inchiesta che vede cinque indagati, al momento, tra cui l’ex designatore Rocchi, sono finite nel mirino le cosiddette “bussate” alla sala Var per modificare o confermare decisioni prese nella scorsa stagione, in particolare, dagli arbitri sul campo, ma anche alcune sospette designazioni “pilotate”, anche queste con imputazioni di concorso in frode sportiva. Si tratta, in particolare, delle due scelte dell’ormai ex designatore Rocchi, attraverso una sospetta “combine” a San Siro il 2 aprile 2025, che hanno riguardato Andrea Colombo, “arbitro gradito” all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di quell’anno, e Daniele Doveri, messo ad arbitrare la semifinale di Coppa Italia dello scorso anno per evitare di piazzarlo, secondo gli inquirenti, nell’eventuale finale e nelle ultime partite del campionato del club nerazzurro, a cui era “poco gradito”.

