Per la quarta volta di fila il maestro non riesce a battere l’allievo. Stavolta però Conte esce dal Sinigaglia con un punto, sudato ma pur sempre un punto prezioso nel blindare la Champions. La quinta, proprio il Como, rimane sotto otto punti, la Roma potrebbe accorciare a meno sei lunedì in casa della Fiorentina, ma è pur sempre una distanza di sicurezza. Il Como invece domani può vedere la Juve tornare a più cinque e mastica un po’ amaro per non avere concretizzato due nitide palle gol nel primo tempo.
Fabregas conferma in toto l’undici iniziale di Genova (attacco a quattro stelle con Diao, Paz, Baturina e Douvikas), scelta inedita per il tecnico spagnolo, che indica l’aver raggiunto un buon equilibrio fra sistema di gioco e interpreti. Come aveva spiegato nel pre-gara, l’organico è al completo ma non è più tempo di fare esperimenti. Anche Conte conferma l’impianto vittorioso con la Cremonese (tridente spurio con Alisson e De Bryune dietro Hojlund), con la sola eccezione di Beukema preferito dall’inizio a Olivera, non convocato così come Juan Jesus.
Il match segue un copione abbastanza rigido: Conte lascia volutamente il possesso a Fabregas (primo tempo chiuso al 61%), lo aspetta con dieci giocatori dentro il primo quarto di campo per colpirlo in ripartenza. Sembra un piano efficace, con Alisson che strappa un paio di volte nel primo quarto d’ora. Le occasioni per i padroni di casa però arrivano con la palla fra i piedi degli azzurri, con Paz che scippa prima McTominay (8’) e poi Lobotka (30’), mettendo a tu per tu con Milinkovic, Douvikas e Diao. Il greco è bravo a saltare il portiere ma a porta spalancata tira su Rrahmani, il piatto sinistro del senegalese invece si infrange sul serbo in uscita. Comunque, due gol mangiati.
Nella ripresa il Napoli non dà segni di voler alzare il ritmo e il Como alza ancora di più il baricentro. È una trappola? Forse, perché una costruzione dal basso finita con un rilancio lungo di Milinkovic trova la sponda aerea di Hojlund per Alisson, che triangola con il danese in area, finito però in fuorigioco. La prima mossa è di Conte al quarto d’ora: fuori l’abulico De Bruyne per Anguissa, con McTominay che alza il raggio d’azione. La mossa dà subito i suoi frutti, con lo scozzese che fa ammonire Ramon.
Ma soprattutto fa guadagnare metri importanti a Conte, che gioca sul calo d’intensità dell’avversario. Nella seconda metà della ripresa il Napoli ha due chiare occasioni per passare: prima McTominay lanciato sulla sinistra da Gutierrez non trova l’angolo sul primo palo, poi il palo lo prende Politano con un sinistro a giro a Butez battuto.

