Sono ventisette i punti su cui è stata chiesta documentazione integrativa dalla commissione incaricata della procedura di Valutazione di impatto ambientale del “Porto Turistico Marina di Pastena”, l’opera destinata a cambiare radicalmente il volto dell’attuale porticciolo.
La richiesta di integrazione porta la data del 28 aprile ed investe aspetti del progetto molto diversi tra loro, da quelli più strettamente tecnici – ad esempio quelli relativi al piano di cantierizzazione – a quelli relativi alle modifiche che l’opera può comportare per l’amniente in cui va ad inserirsi.
Particolarmente interessante, considerate le dinamiche che hanno interessato la linea di costa cittadina negli ultimi anni, la richiesta di approfondire «in ragione delle nuove opere, i possibili effetti che potrebbero innescare l’erosione delle spiagge vicine alterando la dinamica del trasporto solido, l’evoluzione della linea di costa, la distribuzione, la stabilità degli arenili e il naturale equilibrio dei flussi costieri; approfondire i possibili impatti conseguenti all’artificializzazione permanente del tratto costiero che insiste su Via Lungomare Colombo».
Appare superfluo, poi, citare la richiesta di approfondimento in merito all’impatto sull’ambiente marino, sulla fauna e sulla biodiversità presente lungo il tratto di costa in cui dovrebbe sorgere il nuovo porto.
Approfondimenti vengono richiesti anche su due punti che, negli ultimi mesi, sono stati al centro delle preoccupazioni sollevate dalle associazioni e dai cittadini che si sono mobilitati contro la nuova opera: la salvaguardia degli usi attuali e gli aspetti socio-economici dell’intervento.
Quanto al primo punto dal Ministero dell’Ambiente è arrivata la richiesta di approfondire «le limitazioni d’uso di suolo alla popolazione e alle attività commerciali e turistiche, in fase sia di cantiere sia di esercizio, tenendo nel debito conto l’utilizzo attuale delle aree interessate dal progetto». Quanto agli aspetti socio-economici la richiesta è quella di fornire ulteriori informazioni relativamente ai «i benefici attesi dal progetto, stante la sottrazione all’uso pubblico delle attuali strutture e il conseguente impatto sociale, anche a fronte di possibili compensazioni (libero accesso alla spiaggia, fruizione pubblica del litorale libero, fruibilità per gli attuali utenti degli attracchi esistenti), prevedendo misure di sostegno quali piste ciclabili, aree verdi naturali o aree attrezzate, da concordare con gli enti locali; motivare esaurientemente il miglioramento su aumento della capacità di spesa, miglioramento dell’immagine e della percezione del luogo, aumento di valore della proprietà, ecc.; precisare la reale disponibilità di parcheggio per gli utenti che non usufruiranno delle nuove strutture».

