Ieri riposo, oggi la ripresa degli allenamenti fino a venerdì e poi sabato e domenica di relax. All’inizio della prossima settimana il Benevento comincerà a concentrarsi sulla Supercoppa, conoscendo l’avversario di sabato 9 maggio. Arezzo e Vicenza, le altre due promosse in B, si sfidano tra tre giorni in casa degli amaranto. Il trainer giallorosso Antonio Floro Flores mantiene un legame forte proprio con Arezzo: prima della promozione, l’ultima stagione in B degli aretini risaliva al 2006/07, anno in cui da calciatore Floro giocò in Toscana. Allenato da Sarri e Conte, in quella annata segnò 17 gol. “È emozionante rivedere l’Arezzo in B. Speravo vincesse, domenica in pullman verso lo stadio guardavo la partita con la Torres – le parole di Floro a SkySport -. Da calciatore, quella piazza mi ha dato tanto: lì sono stato due anni e mi hanno aiutato e formato, sono diventato calciatore, uomo e papà. Arezzo mi ha lasciato qualcosa di speciale, mi farà molto piacere tornare a giocare lì”. Floro è legato da forte amicizia al ds aretino Cutolo: coetanei (nati nel 1983) e originari del Rione Traiano di Napoli, insieme hanno indossato la casacca azzurra nelle giovanili. Cutolo è stato anche, da calciatore, a Benevento, dal 2000 al 2003 e nel 2004/05. L’Arezzo, peraltro, è allenato dall’ex giallorosso Bucchi – a Benevento nel 2018/19 – e tra le fila annovera gli ex Di Chiara, Ionita e Viviani, oltre al beneventano Coppolaro. Sempre a Sky Sport, Floro è tornato poi sulla chiamata in prima squadra, arrivata a novembre scorso: “Ho detto subito sì al presidente, pur sapendo di avere tre partite difficili. Ma nella vita le occasioni arrivano e bisogna farsi trovar pronti. Mantenere la serenità, anche quando vinci in anticipo, è stato il segreto, i ragazzi sono stati professionisti seri, onorando il campionato e finendo bene, anche se col Cerignola volevamo vincere. Da quando sono arrivato non ci siamo mai fermati, se non a Natale per la sosta. Abbiamo vinto col Catania, ma non ce la siamo goduta, perché dopo tre giorni abbiamo giocato col Sorrento. Ci siamo goduti il traguardo soltanto quando abbiamo matematicamente vinto”. L’ex attaccante di Genoa e Udinese ha parlato anche del suo modo di intendere il calcio: “Anche in C si può giocare con coraggio. Il calcio è divertimento e piacere e personalmente credo che debba credere nelle mie idee e col mio modo di giocare. Mi piace palleggiare, riaggredire e giocare d’attacco, ma non mi piace anche prendere gol; quindi, bisogna saper abbinare le due cose”.
Oreste Tretola

