Fonderie ferme, migliora la qualità dell’aria a Fratte

Un netto ed immediato miglioramento della qualità dell’aria nel rione di Fratte: sarebbe questa la prima e più evidente conseguenza del blocco delle attività imposto alle Fonderie Pisano dal decreto della Regione Campania con cui è stato comunicato all’azienda il diniego dell’Autorizzazione integrata ambientale.
Ad evidenziare questa positiva ricaduta in termini di impatto ambientale e tutela della salute dei residenti, gli esponenti dell’associazione “Salute e Vita” sulla base dei dati resi noti dall’Arpac. I tecnici dell’associazione hanno elaborato i dati disponibili a partire dal 1° gennaio fino al 31 marzo scorso, evidenziando sensibili differenze nella presenza di inquinanti nell’aria nei primi 84 giorni del 2026 e nei giorni seguenti il blocco delle attività delle fonderie, scattato lo scorso 25 marzo.
Benché si tratti di un intervallo di tempo breve – solo sei giorni di chiusura dell’opificio di Fratte – i rappresentanti dell’associazione “Salute e Vita” sottolineano come si sia in presenza di «riduzioni importanti in quasi tutti i principali parametri monitorati dalla centralina Arpac di Fratte».
In particolare, si legge nella nota diffusa dall’associazione, nei sei giorni di chiusura delle fonderie, dal 25 al 31 marzo, «Il benzene, che si sviluppa principalmente durante la colata ed il raffreddamento del metallo, ha visto una riduzione del 33,3%. Altri composti analoghi sono xilene e toluene, anch’essi in drastica riduzione durante il periodo di chiusura delle Fonderie Pisano. Gli ossidi di azoto (NO, NO2 e NOx) segnano un calo medio del 30,3%. Il monossido di carbonio, prodotto dalla combustione del carbon coke all’interno dei forni da fonderia, si è ridotto nell’ultimo periodo del 34,4%».
«Questi valori – dichiara Lorenzo Forte, presidente dell’associazione “Salute e Vita” – confermano quello che i cittadini denunciano da anni: fermate le emissioni industriali, l’aria cambia subito. Non si tratta di opinioni, ma di rilevazioni ufficiali. Adesso servono controlli continui, bonifiche e la nascita al posto delle fonderie di un Parco urbano dedicato alle vittime come risarcimento e pacificazione del territorio, una visione diversa per il futuro del quartiere Fratte, di tutta Salerno e della Valle dell’Irno».
Sulla sorte delle Fonderie Pisano pende ancora il giudizio dinanzi al Tar di Salerno, mentre a Roma continua la trattativa tesa a salvaguardare i livelli occupazionali.

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