Pomeriggio da cancellare. Il Napoli perde, interrompe la sua striscia super al Maradona (26 partite senza sconfitte). L’ultima volta che gli azzurri persero a Fuorigrotta fu nel dicembre 2024 proprio con la Lazio. Un anno e mezzo dopo sono i biancocelesti dell’ex Maurizio Sarri a giocare lo scherzetto agli azzurri. Cancellieri e Basic mettono in evidenza i limiti di una squadra azzurra in grande difficoltà (0-2). I capitolini dominano, passeggiano su un Napoli invisibile, clamorosamente spento, apparso con il fiatone. E alle prese con equivoci tattici: perché i Fab four non funzionano (Anguissa e De Bruyne restano addirittura negli spogliatoi all’intervallo), Hojlund è diventato anonimo. E il sabato che poteva essere quello del sigillo sulla qualificazione Champions ora lascia qualche punto sospensivo.Conte decide di riconfermare lo stesso impianto tattico e il medesimo undici schierato con il Parma. L’unica novità è Beukema al posto di Juan Jesus. Spazio ai ‘Fab Four’. La falsa partenza però è identica a quella del Tardini. Invece di 35’, ci vogliono 6’ alla Lazio per gelare il Maradona: Taylor si beve Anguissa e mette al centro per Cancellieri che brucia Spinazzola e firma il vantaggio capitolino. La Lazio è padrona del campo. I ricordi sbiaditi del Sarrismo ritornano sul prato di Fuorigrotta: pressione alta, riconquista veloce e continue giocate per accendere gli esterni. Il Napoli rincorre, fa fatica, quando ha il pallone si stringe nell’imbuto centrale creato dalla scelta di puntare su Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne. Il belga infila errori in serie, Hojlund è un fantasma, stretto nella morsa di Gila e Romagnoli. Il Napoli è tutto in due traversoni di Politano che non trova prima Hojlund, poi McTominay. La Lazio affonda e fa male: su un errore di Buongiorno parte la fuga di Noslin che mette a sedere Beukema e poi viene steso da Lobotka. Penalty che Zaccagni però si fa parare da Milinkovic-Savic, divorandosi anche l’occasione sulla ribattuta (31’). Il Napoli però non reagisce, anzi incassa anche l’occasionissima di Noslin, nata da un intervento provvidenziale di Milinkovic-Savic su Cancellieri, che la punta però spreca (41’).Il Maradona fischia, Conte reagisce e scuote il Napoli: fuori De Bruyne e Anguissa, dentro Elmas ed Alisson Santos. Le mosse però non cambiano l’inerzia di una partita dominata in lungo e largo dai capitolini. Taylor manca il raddoppio che però arriva puntuale: Noslin brucia Buongiorno, Tavares sgasa e arriva sul fondo. Il pallone arriva sui piedi di Basic che firma lo 0-2 (57’). Il Napoli è tutto in una conclusione di Santos che sbatte sul palo esterno (59’). Gli azzurri appaiono svuotati, in difficoltà in fase di costruzione, tagliato a fette ad ogni ripartenza capitolina. Tavares si divora il tris (70’). Conte getta nella mischia anche Giovane per un 3-4-3 disperato ma senza lucidità né energie. Gli azzurri mettono insieme solo due conclusioni deviate di McTominay e Hojlund, incassando un ko severo ma giusto.

