“Non ho mai avuto paura di metterci la faccia. Soprattutto dopo una sconfitta”. E’ Serse Cosmi ad aprire la conferenza stampa, prima ancora delle domande dei cronisti. Nel ventre dell’Arechi, dopo il test match con il San Vito Positano, il tecnico granata puntualizza i motivi della sua assenza in mixed zone nell’immediato post-partita con il Benevento. Alcuni hanno parlato di fuga, altri di ipotesi dimissioni, la verità era in un fiocco rosa che l’ha reso nonno della piccola Blue. “Sono costretto a puntualizzare, pensavo che non ci fossero dubbi. Mi ha chiamato mia moglie piangendo, la bambina aveva qualche piccolo problema e mia figlia era entrata in sala operatoria. Il risultato non c’entrava niente, non mi spaventa nessuno e ho due attributi così”. Pietra sopra, quindi, e testa alla prossima partita, non prima d’aver analizzato il ko nel derby di Pasquetta. “Avevamo preparato la partita in due modi, quando provavamo a essere aggressivi riuscivano a uscire palla al piede e hanno avuto diverse opportunità, volevano quella situazione e allora abbiamo deciso di adottare un blocco passo. Non è stata una grande partita, ma il primo tempo è stato equilibrato e abbiamo concesso poco a una squadra che crea dieci occasioni a gara. Non siamo belli, forse nemmeno spettacolare, e voglio disilludere tutti, non lo saremo mai. Ma non significa che non si possa migliorare in transizione ed esasperare le cose positive”. Non manca un’analisi sulla questione societaria. “Sembrava che quindici giorni fa sarebbero dovute venire a parlarci altre persone e invece oggi i riferimenti sono sempre gli stessi, Faggiano e Pagano. Ci sono sempre, soprattutto quando si perde, non ci fanno mancare niente. Iervolino? Gli ho fatto gli auguri per il compleanno e mi ha risposto, ma non abbiamo parlato d’altro. Non posso dire di vivere male questa situazione, non chiedo mai dell’ipotetica cessione, e vi garantisco che un giocatore non sbaglia un cross perché la società è in vendita. Quando mi sveglio non vedo l’ora di andare al campo, sono venuto qui per provare a regalarmi un sogno e penso solo a quello. Piuttosto cerco una soluzione per risolvere i problemi di campo, e non è detto che non la trovi”. Serve però ripartire, e magari farlo già da Trapani. “Lì ho vissuto qualcosa di straordinario, una favola nell’anno del Leicester. Se facciamo nove punti scaleremo almeno una posizione, poi ai playoff sarà meglio passare sotto-traccia, ma la premessa che è bisgona vincerle tre di fila, l’abbiamo già fatto”. Per provarci cambierà necessariamente qualcosa. “In avanti giocherà Ferraris, è un ragazzo che ha tanta qualità ed è stato penalizzato da quando sono arrivato, ammetto di aver sbagliato, anche a non farlo entrare col Benevento, ma penso che possa diventare protagonista. M a non credo che abbiamo perso per colpa di Boncori, si deve uscire dalla dinamica che chi sta fuori è più forte”. Infine la chiusura sulla situazione infermeria. “L’infortunio di Capomaggio è rognoso, ma speso di ritrovarlo prima dei playoff, Cabianca e Gyabuaa ci saranno a Trapani, il rientro di Inglese è un desiderio di tutta la squadra, abbiamo buone sensazioni ma non diciamo niente per scaramanzia”.

