In medio stat virtus. Amavano ripeterlo i latini che in materia di saggezza popolare non necessitano certamente di lezioni e di aggiornamenti. E se la verità sta nel mezzo, allora la vicenda che riguarda la “tanto urlata” cessione della Salernitana (data per cosa fatta non più tardi dello scorso 10 marzo) andava trattata fin dall’inizio con i guanti. La prudenza – in questi casi – dovrebbe dirigere in primis la diffusione di simili notizie, visto che poi a farne le spese sono innanzitutto i tifosi granata, ormai alle prese con quella che appare a metà tra una soap-opera turca ed una commedia all’italiana.
Oggi 1 aprile (giorno notoriamente dedicato agli scherzi ed alle bufale) sarebbe stato il giorno della firma sul contratto definitivo di vendita da Danilo Iervolino a Cristiano Rufini. Ed invece, proprio nelle ultime ore, è accaduto qualcosa di diverso. Le parti in causa si sono di molto allontanate e da alcune indiscrezioni pare in modo quasi definitivo. Per Rufini non sarebbe la prima volta, visto che anche la trattativa per l’acquisto della Ternana saltò proprio in zona Cesarini. Lo stesso dicasi per Iervolino, reduce lo scorso anno, dall’interruzione improvvisa della trattativa con Brera Holding (società americana che poi ha acquistato la Juve Stabia). In questo caso, la storia sarebbe quasi la stessa: la mancanza di garanzie. Pur di chiudere la sua avventura con la Salernitana ha aperto per l’ennesima volta il portafogli e ha liberato il subentrante Cristiano Rufini da ogni ‘peso’ economico da qui alla fine della stagione. C’è però una condizione fondamentale per la chiusura dell’accordo: al momento della firma, Rufini dovrà provvedere alla sottoscrizione dell’aumento di capitale della sua Antarees srl subito dopo l’acquisto e nella stessa sede notarile romano nella quale si conclude il trasferimento della Salernitana. È previsto che versi almeno 5 milioni, il 25% dei quali immediatamente. Avrà poi più tempo per versare la restante parte. Però questo è il primo passaggio fondamentale. E ad increspare il mare, rendendo più difficile l’arrivo al porto della trattativa della nave Salernitana, sarebbe stato a questa mattina un qualsiasi segnale di Rufini in tal senso.
E poi c’è anche il parere della Figc in standby. Da via Allegri, dopo passaggi informali, si aspetterà l’atto finale e definitivo della cessione della Salernitana per poi potersi concentrare sulla nuova società. In merito all’articolo 20 delle Noif, la neonata Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie attende non solo l’atto di vendita del club ma anche la fideiussione. Iervolino vorrebbe che Rufini accelerasse e vuole un aumento di capitale dell’intero importo previsto alla firma, Rufini invece vorrebbe prima il placet della Figc per poi operare e completare l’iter mettendo sul tavolo l’intera cifra. Una diversità di vedute, e una richiesta di garanzie, che hanno fatto saltare il giorno del sì. Cosa accadrà ora? Difficile dirlo con certezza. E’ chiaro che in una situazione del genere, si possano inserire terze parti interessate ugualmente all’affare. Cosa farà dunque Iervolino? Siamo davanti ad un divorzio prima ancora di celebrare il matrimonio? Tutto lascia pensare così.

