Lo tsunami provocato dalla sconfitta rimediata nel voto referendario se ha travolto Fratelli d’Italia – ed era ovviamente inevitabile – non ha certo risparmiato Forza Italia: l’onda lunga della batosta elettorale ha accelerato un movimento interno agli azzurri in corso da qualche mese. Su sollecitazione di Marina Berlusconi.
Del resto il risultato della consultazione referndaria non lascia spazio ad alibi o esitazioni: il No si è imposto con ampio margine anche in regioni – come la Sicilia di Schifani e la Calabria di Occhiuto – guidate da esponenti azzurri, senza contare che l’analisi dei flussi elettorali mostra come un’ampia fetta di elettori di Forza Italia – intorno al 15% – abbia scelto di non seguire le indicazioni di voto del partito su un tema – la riforma della giustizia – centrale nell visione degli azzurri.
Non è un mistero per nessuno, inoltre, che da tempo ormai la figlia del fondatore di Forza Italia stia premendo per l’apertura di una «fase nuova» all’interno del partito, incalzando Antonio Tajani perché si proceda ad una maggiore apertura della classe dirigente del partito. Apertura che si è tradotta nelle dimissioni di Maurizio Gasparri, fino ad ieri pomeriggio capogruppo azzurro al Senato.
«Ho deciso autonomamente – ha detto Gasparri – di lasciare il mio incarico da capogruppo. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro».
Una puntualizzazione che stona un po’ con la richiesta di un avvicendamento nel ruolo di capogruppo messa nero su bianco da ben quattordici senatori azzurri – sui venti componenti complessivi del gruppo al Senato -. Una vera e propria sfiducia all’indirizzo di Gasparri, seguita dall’acclamazione all’unanimità di Stefania Craxi quale nuovo capogruppo di Forza Italia.
Un avvicendamento salutato con grande favore – guarda caso – da Marina Berlusconi, pronta a far trapelare il proprio apprezzamento per la nomina e la «grande stima» che nutre nei confronti di Stefania Craxi.
Più di una fonte suggerisce che, a breve, un simile passaggio potrebbe registrarsi anche alla Camera dei Deputati, con un cambio alla guida del gruppo parlamentare. Un preavviso di sfratto per Paolo Barelli – consuocero di Antonio Tajani – da tempo nel mirino? Pronti a sostituirlo ci sarebbero Giorgio Mulè o Deborah Bergamini.
Sotto la spinta del rinnovamento auspicato da Marina Berlusconi stanno uscendo allo scoperto molte delle tensioni che covano in Forza Italia, in particolare nei confronti di Antonio Tajani. Inevitabilmente la sconfitta mette in discussione la sua leadership e, con essa, il gruppo dirigente a lui più vicino.
A Roma come sui territori. E la Campania non fa certamente eccezione. La tempesta potrebbe presto investire anche Fulvio Martusciello (foto), segeratrio regionale azzurro molto vicino a Tajani. Del resto è cosa nota – tra gli addetti ai lavori, almeno – che nei mesi scorsi più di un esponente azzurro campano è stato “sondato” in vista della possibile costituzione di una corrente, nello stile Prima Repubblica, facente capo a livello nazionale al governatore calabrese Roberto Occhiuto. Progetto finito poi in naftalina che, tuttavia, ora potrebbe riprendere slancio.
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