Allarme amianto allo stadio Vestuti: Disposto l’esame della struttura

Non bastasse l’incuria sovrana, il Vestuti deve fare i conti anche con il rischio amianto. Ennesima fotografia del degrado che regna incontrastato all’interno dell’impianto sportivo di piazza Casalbore, dove numerose società delle più disparate discipline provano a resistere a una situazione ai limiti della decenza. Con una determina del 10 marzo il dirigente del settore gestione e manutenzione del patrimonio pubblico del Comune di Salerno Giovanna Avella ha infatti disposto un servizio di “monitoraggio di strutture in amianto presenti all’interno dell’impianto sportivo”. Opera che è stata affidata all’Ingegnere Alessandro Scovotto di Pontecagnano Faiano, per un importo di circa 2mila euro.
La necessità di effettuare approfondimenti nasce da una perizia tecnica stilata in seguito a un sopralluogo all’interno della struttura. “Si è notata – riporta il dispositivo -, la presenza di una canna fumaria usurata, molto probabilmente degli agenti atmosferici e dal tempo, con un foro nella parte bassa, salvo ulteriori punti di criticità da rilevarsi a seguito di più accurata indagine”. Il Vestuti, oltre a essere “casa” di numerose società sportive, centinaia di atleti che praticano nei vari locali dello stadio intitolato alla memoria del pioniere del calcio cittadino numerose discipline, dal volley al pugilato, dall’atletica leggera alle arti marziali, è frequentato ogni giorno anche da numerosi dipendenti comunali. Importante ora, dopo la rottura della canna fumaria, scongiurare pericoli legati all’amianto e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, “tra le priorità stabilite dall’amministrazione comunale”. Importante specificare che molti edifici, soprattutto dal dopoguerra agli anni ’80 presentavano canne fumarie realizzate in cemento e amianto (eternit). Il potenziale pericolo nasce in caso di rotture, fori, danni che potrebbero causare il rilascio di fibre tossiche, potenzialmente letali se respirate. Non bastasse lo stato d’abbandono più totale, l’incuria che regna sovrana, le promesse di restyling ciclicamente propinate, quello che dovrebbe essere il tempio dello sport cittadino, una polisportiva in grado di esaltare anche il talento delle discipline definite a torto minori, deve fare i conti anche con il rischio amianto.

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