Sprint finale per il candidato del centrosinistra: è corsa a due

Sabato, al più tardi lunedì: questo il termine ultimo entro cui dovrebbe arrivare l’ufficializzazione del candidato sindaco del centrosinistra. E, di conseguenza, dovrebbe essere sancita la fine di ogni tentativo di dare vita anche a Salerno quel Campo Largo che ha portato alla vittoria Roberto Fico in occasione delle regionali di novembre. Dopo venti anni, quindi, si ripropone lo scenario che vede il centrosinistra spaccato in due tronconi: da un lato c’è sempre Vincenzo De Luca, reduce dall’esperienza napoletana e pronto ad asserragliarsi nella ridotta salernitana, dall’altra non più Alfonso Andria – che questa volta è uno dei “registi” dell’operazione – bensì il nome che risulterà più convincente all’interno di una rosa che è andata definendosi nel corso delle ultime settimane.
Al momento sono quattro i nomi sul tavolo, quelli di Elisabetta Barone, Franco Mari, Alberto Di Lorenzo e Armando Zambrano, questi ultimi due con un più spiccato profilo civico, anche se diversamente interpretato, come meglio si vedrà. Tramontata l’ipotesi, su cui pure a lungo si è lavorato, di affidare a Federico Conte il compito di guidare la coalizione che sfiderà nelle urne Vincenzo De Luca il prossimo 24 e 25 maggio.
Se è vero che i nomi sul tavolo sono quattro, due in particolare sembrano essere quelli con maggiori possibilità di riscuotere più ampio consenso, quelli di Alberto Di Lorenzo e Armando Zambrano. Non solo due profili molto differenti tra loro – uno dei tecnici protagonisti della prima stagione amministrativa di Vincenzo De Luca Di Lorenzo, ingegnere ai vertici salernitani poi nazionali dell’ordine Zambrano – ma anche portatori di una differente idea di coalizione da costruire per affrontare con maggiori probabilità di successo la prossima tornata elettorale.
Di Lorenzo avrebbe espresso l’intenzione di costruire una coalizione al cui interno sia data piena rappresentanza ai partiti, chiamati ad affrontare la sfida delle urne con i propri simboli.
Zambrano sarebbe orientato, invece, ad accentuare il profilo civico della coalizione, anche nel tentativo di allargarne il più possibile il confine. Un obiettivo – quello di costruire un’alleanza quanto più ampia possibile – sostenuta con convinzione da diverse forze impegnate in questo percorso politico, sul presupposto che in questa fase politica la priorità sia quella di dare vita ad un’alternativa di rottura con l’esperienza amministrativa che caratterizza la città da un trentennio ormai.
Ma quanto ampia dovrebbe essere la coalizione? Sui suoi confini, in realtà, da qualche giorno si è aperta una possibilità finora difficilmente immaginabile: la convergenza di un pezzo non irrilevante del centrodestra salernitano. La rottura consumatasi in consiglio regionale tra Fratelli d’Italia e Lega da un lato e Forza Italia dall’altro potrebbe spingere gli azzurri a prendere in seria considerazione la possibilità di convergere su un progetto con una forte caratterizzazione civica.
Una sorta di grande rassemblement che, a prescindere dalla caratterizzazione politica di ciascuno, trovi la sua ragion d’essere in una convergenza programmatica capace di disegnare una prospettiva di sviluppo della città radicalmente altra da quella messa in campo – con maggiore o minore efficacia ognuno giudichi da sé- nel corso di questi anni. Prospettiva in cui si inserisce, in evidente e sostanziale continuità, quel programma di governo per Salerno ampiamente delineato e pubblicizzato da Vincenzo De Luca nel corso delle ultime settimane. Caso rarissimo, se non unico, di candidato che illustra il proprio programma senza aver ufficializzato la propria discesa in campo.
Una delle tante “eccezionalità” poltiiche di Salerno.

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