Bagnoli, “sopralluogo popolare” nel cantiere della Coppa America

È una vera e propria invasione pacifica – un “sopralluogo popolare” verrà definito qualche ora più tardi in una nota stampa – quella effettuata nella mattinata di ieri da attivisti della Rete No America’s Cup e cittadini di Bagnoli all’interno del cantiere in cui sono in corso i lavori di risanamento dell’ex area industriale, unitamente agli interventi destinata alla realizzazione delle opere necessarie ad ospitare le regate della Coppa America.
Il blitz effettuato ieri mattina è stato non solo un modo per portare nuovamente sotto la luce dei riflettori l’opposizione agli interventi in corso di realizzazione – e non certo, come tengono a sottolineare i promotori dell’iniziativa, alla riqualificazione dell’area di Bagnoli – ma anche un tentativo di verificare in prima persona le condizioni di lavoro all’interno del cantiere, oltre le dichiarazioni ufficiali. Soprattutto perché grande è la preoccupazione degli abitanti del quartiere sui rischi ambientali legati alla realizzazione di lavori che comportano la movimentazione di suoli su cui forte è la presenza di materiali inquinanti, potenzialmente fortemente pericolosi per la salute.
«Fino a questo momento – si legge nella nota diffusa dopo la manifestazione – i presunti sopralluoghi sono stati effettuati soltanto da esponenti istituzionali traducendosi in passerelle e patetiche marchette politiche. Da oggi incominciano i sopralluoghi popolari al cantiere, a cui tutta la popolazione è invitata a partecipare, in vista del prossimo consiglio popolare che si terrà a breve nel quartiere».
E cosa ha appurato questo primo “sopralluogo popolare”? Secondo gli organizzatori una gestione della sicurezza tutt’altro che ottimale. Stando alle dichiarazioni dei manifestanti all’interno del cantiere ci sarebbero lavoratori senza mascherine (necessarie per la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, nda) e la movimentazione dei materiale avverrebbe con l’impiego di camion privi di copertura.
Nel corso dell’iniziativa i manifestanti hanno anche protestato contro uno dei principali sponsor della Coppa America, la compagnia di navigazione MSDC. Compagnia colpevole di sostenere le campagna militari di aggressione condotte dal governo israeliano. Occasione per richiamare l’attenzione sulla nave Siena, attesa in transito nei prossimi giorni nel porto di Gioia Tauro: la nave della MSC sarebbe impegnata nel trasporto di materiale bellico di produzione indiana verso il porto israeliano di Haifa.

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