Trasnova, uno spiraglio per il futuro dei lavoratori

Nessun ricorso a nuovi ammortizzatori sociali, ma licenziamenti confermati per i lavoratori di Trasnova, Logitech e Teknoservice, aziende la cui crisi è stata al centro della riunione di ieri presso il ministero delle Imprese. Dal 1° maggio, dunque, quando arriveranno a scadenza i contratti con Stellantis i 94 lavoratori di Trasnova – 53 dei quali in forze alla sede di Pomigliano – saranno senza lavoro.
Una chiusura al dialogo, quella delle aziende coinvolte, che si traduce in una posizione inaccettabile per le organizzazioni sindacali: «è indispensabile – sottolinea Raffaele Paudice della segreteria Cgil di Napoli – che Trasnova e le altre aziende coinvolte aprano all’utilizzo degli ammortizzatori, condizione indispensabile per poter accompagnare tutti i lavoratori ad una soluzione».
Soluzione che, stando a quanto emerso nel corso della riunione di ieri, sembra profilarsi all’orizzonte per i lavoratori delle aziende campane coinvolte – e travolte – nella crisi dell’indotto Stellantis: un’azienda del comparto logistica potrebbe assorbire buona parte dei lavoratori in uscita da Trasnova, mentre almeno un’altra impresa starebbe valutando la possibilità di operare su Pomigliano.
Chi ha già manifestato la propria disponibilità è la Napoli Uno srl, società che dovrebbe assorbire tra i 70 e gli 80 lavoratori in uscita da Trasnova per dare corpo ad un piano di ampliamento aziendale per le sedi di Caserta, Gricignano di Aversa, Casoria e Milano, oltre alla costituzione ex novo di una sede operativa proprio a Pomigliano. Fonti ministeriali hanno reso noto che un’azienda del comparto metalmeccanico sta valutando la possibilità di aprire uno stabilimento a Pomigliano, operazione che, se dovesse concretizzarsi, consentirebbe di riassorbire circa quaranta lavoratori delle tre imprese che hanno confermato i prossimi licenziamenti.
Del possibile insediamento di Napoli Uno a Pomigliano si parlerà oggi, nel corso di una riunione in programma in Regione Campania. I rappresentanti dell’azienda discuteranno con l’amministrazione Fico i dettagli del piano che prevede l’apertura della nuova filiale, primo passo per un confronto diretto con il primo cittadino di Pomigliano.
Sindaco che non nasconde un prudente ottimismo nell’assicurare la piena collaborazione dell’amministrazione verso le aziende interessate ad investire sul territorio.
«Naturalmente non è il momento dei toni trionfalistici – ha detto il sindaco Russo – la piena soddisfazione potrà arrivare soltanto quando tutti i lavoratori avranno la certezza di rientrare stabilmente nel mondo del lavoro. Tuttavia l’ipotesi di una nuova filiale sul nostro territorio e l’assorbimento di decine di lavoratori è un segnale importante che va verificato e sostenuto con grande attenzione. Come amministrazione comunale siamo pronti ad avviare immediatamente tutte le interlocuzioni necessarie, sia con la Regione Campania sia con l’azienda interessata, per valutare la fattibilità dell’insediamento sul territorio di Pomigliano d’Arco».
Prudente anche la reazione dei sindacati, che continuano a richiamare l’attenzione sulla necessità di un confronto ampio sull’impatto della crisi del gruppo Stellantis sul sistema economico-produttivo campano. «Questa vertenza – dice ancora Paudice – ci fa ritenere ancora più necessario rilanciare alla Regione Campania la richiesta di istituire un tavolo permanente sulle crisi industriali e in particolare riteniamo urgente aprire un tavolo sulla situazione dell’automotive, sia per le ricadute sui lavoratori diretti che quelle su tutta la filiera degli appalti Stellantis in Campania».

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