Il fronte libanese è uno dei più caldi tra quelli del nuovo conflitto mediorientale, ormai assurto a guerra regionale nonostante i tentativi della Casa Bianca e dei Paesi europei di ridurre il confronto in atto a mero tentativo di cambio regime in Iran.
A confermarlo proprio quanto sta accadendo nel Paese dei Cedri, con le forze israliane che hanno invaso il Libano meridionale ed Hezbollah che sta mettendo in campo contro le Idf i pezzi pregiati del proprio arsenale. Tra questi anche i combattenti della forza Rawdan, l’unità d’élite delle forze combattenti del movimento sciita. La Radwan era stata ritirata dal Libano meridionale dopo la guerra del 2024, mentre ora è stata lanciata in battaglia per contrastare la nuova invasione israeliana. Del resto quella in corso per Hezbollah è «una difesa esistenziale», come ha sottolineato il leader del movimento Naim Qassem.
A confermare, se mai ve ne fosse bisogno, la durezza dello scontro in corso i pesanti bombardamenti con cui Israele sta martellando Beirut e i danni inflitti dai miliziani di Hezbollah alle forze israeliane, con diversi carri armati messi fuori uso e violenti combattimenti in corso nei villaggi di confine.
La guerra ha investito ormai anche l’Iraq e non solo per gli attacchi delle milizie filo-iraniane contro bersagli statunitensi: nel corso della notte gli iraniani hanno colpito duramente le basi delle milizie curde, spinte dagli Stati Uniti ad aprire un fronte terrestre contro Teheran. Opzione che i curdi sembrano restii a tradurre in realtà.
E mentre continuano i bombardamenti sulle città iraniane e gli attacchi di risposta dei Pasdaran – colpite nuovamente infrastrutture petrolifere e basi Usa nel Golfo Persico – è mistero su un drone che ha colpito un aeroporto in Azerbaigian: l’Iran nega di aver attaccato il vicino che, intanto, schiera l’esercito al confine. Errore o casus belli costruito a tavolino per attaccare l’Iran anche via terra?

