Pisano: «Pronti a investire per l’adeguamento, ma nei tempi di legge»

Controdeduzioni e contestazioni. Si gioca su questo binomio la reazione delle Fonderie Pisano alla comunizione con la quale la Regione Campania preannuncia la bocciatura del piano di integrazione delle Bat (le migliori pratiche da adottare per ridurre l’impatto ambientale, nda) indispensabili per ottenere il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’opificio di Fratte. Bocciatura destinata a tradursi, se non ci saranno novità, nella chiusura delle fonderie.
Per scongiurare questa eventualità l’azienda preannuncia la presentazione di proprie controdeduzioni, sottolineando nel contempo la propria volontà di effettuare i necessari investimenti. Obiettivo garantire la continuità produttiva e occupazionale e la massima tutela ambientale.
Fondamentale è, poi, il capitolo relativo alla tempistica entro cui realizzare i necessari adeguamenti strutturali. Interventi da portare a compimento entro una finestra temporale decisamente più ampia di quella prevista dalla Regione Campania, stando all’interpretazione fornita dai vertici dell’azienda salernitana.
«La normativa – dice l’ingegnere Ciro Pisano – stabilisce che le imprese abbiano quattro anni dalla pubblicazione delle BAT Conclusions per adeguarsi ai nuovi limiti di emissione vincolante. Questo termine scade a novembre 2028. Il nostro progetto di adeguamento segue un cronoprogramma rigoroso che tiene conto della complessità ingegneristica degli interventi necessari per raggiungere i limiti estremamente sfidanti richiesti dall’Autorità Competente. La Regione Campania, invece, pretende un adeguamento immediato, ignorando i tempi tecnici necessari per la realizzazione degli impianti. Il percorso di adeguamento alla nuova normativa deve essere un percorso condiviso, sostenibile e rispettoso della legge, non un pretesto per chiudere una azienda».
A questa stoccata segue la conferma della piena disponibilità a procedere ai necessari interventi, anche in un contesto di maggiore severità rispetto a quanto previsto dalla legge. «La Regione – dice ancora Pisano – ha scelto di applicare al nostro caso limiti molto più stringenti rispetto a quanto viene richiesto ad altre aziende del settore. Lo accettiamo e abbiamo dato più volte la nostra disponibilità a eseguire tutti gli interventi necessari. Chiediamo semplicemente che venga applicata la legge, che prevede un iter ben preciso».

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