Nessuna reale partecipazione, ma una comunicazione di decisione già prese. Questa, in estrema sintesi, la valutazione del consiglio comunale monotematico di martedì scorso fatta dai comitati e dai movimenti di Bagnoli che, ieri, hanno organizzato una conferenza stampa per replicare alle dichiarazioni rese del sindaco Manfredi. Una replica che contesta punto per punto, nel merito e nel metodo, la ricostruzione fatta dal primo cittadino sugli interventi che stanno interessando Bagnoli, ad iniziare dal rischio – denunciato da Manfredi – di proseguire in un trentennale immobilismo.
«Non è vero – ha dettto l’ex senatrice Paola Nugnes – che non è stato fatto nulla in questi trent’anni. Il piano regolatore e i progetti successivi prevedevano una spiaggia libera, la rimozione delle strutture a mare e un grande parco urbano». Nugnes ha anche definito peggiorativa la decisione di non procedere alla rimozione della colmata, sollevando perplessità sull’opportunità e sull’efficacia del capping previsto.
Dubbi cui si sono sommati quelli esposti dal geologo Lamberti, in particolare per quel che riguarda il rischio che i materiali inquinanti presenti nell’area possano, nel corso dei lavori, finire in mare.
In generale è tutto l’intervento in atto ad essere contestato, anche perché – sottolineano i promotori dell’iniziativa – non è frutto di un vero confronto con gli abitanti di Bagnoli. Di qui la decisione di continuare nella mobilitazione in atto: prossimo appuntamento l’8 marzo. Obiettivo sospendere i lavori e avviare in confronto con l’amministrazione.

