Appuntamento domani pomeriggio alle 17 presso il porticciolo di Pastena: qui si ritroveranno quanti hanno deciso di rilanciare la mobilitazione popolare in concomitanza con la ripartenza del progetto “Porto di Pastena”, un’opera che mira a trasformare profondamente tutta l’area.
Il nuovo scalo diportistico prevede la realizzazione di 450 posti barca, per imbarcazioni fino ai 21 metri di lunghezza, e soprattutto la costruzione di un nuovo albergo, un centro commerciale, negozi e residenze. Prevista anche la relizzazione di 350 box auto e un parcheggio da 750 posti.
Un intervento che i promotori dell’assemblea pubblica di domani giudicano senza mezzi termini un “corpo estraneo” all’interno del quartiere.
«Il progetto del Porto di Pastena – si legge in un post sulla pagina Facebook del Comitato “Giù le mani dal porticciolo” – non è una “riqualificazione”. Una riqualificazione restituisce spazi, li rende più fruibili, rafforza il rapporto tra quartiere e territorio. Questo porto, così come è stato concepito, è un corpo estraneo: un innesto in un quartiere fortemente urbanizzato, al quale sottrae l’unico spazio di respiro, la piazza sul mare e le sue spiagge, pubbliche ed accessibili».
La previsione di spazi pubblici nel progetto viene contestata in radice, sostenendo che la realizzazione dei box verrebbe a creare una vera e propria linea di separazione tra il mare e il resto del quartiere. Nel mirino del comitato anche il metodo utilizzato per proporre una radicale trasformazione del litorale: «Il genius loci – si legge ancora nel post – viene totalmente ignorato in favore di un negato dialogo con la città e rifiuto del suo contesto. La narrazione di restituire spazio per tutti è fallace in partenza: ciò che promette accessibilità e continuità finisce per escludere il quartiere e alterarne l’identità».

