Un richiamo all’unione. La conferenza stampa di presentazione di Serse Cosmi diventa anche il palcoscenico ideale per la Salernitana per scacciare via le voci su un possibile addio di Danilo Iervolino. Il messaggio arriva forte e chiaro dalla voce dell’amministratore delegato Umberto Pagano: «Non ci sono trattative in corso. Ora dobbiamo compattarci e sostenere la Salernitana, portare questa squadra al massimo risultato. Sull’impegno di Iervolino basta leggere i numeri: quelli investiti a Salerno sono significativi. Qui si vuole vincere. In serie C nessuno ha avuto la forza come Iervolino, dando solidità come nessuno mai. Credo che in alcuni casi sia stato vittima di contestazione sbagliate. La Salernitana sta dimostrando davvero tantissimo, ripianando debiti, versando stipendi regolarmente». Pensiero ribadito anche dal direttore sportivo Daniele Faggiano: «Vorrei che non si destabilizzasse l’ambiente, non fa bene alla Salernitana. Io voglio portare a termine il mio lavoro e lo voglio fare con la passione. Non sono un mercenario, veniamo additati come degli incompetenti. Difendo Iervolino perché proteggo il mio operato. Chi tocca la Salernitana tocca me, è come se fosse mia figlia. Noi la faccia la mettiamo sempre, però questo continuo punzecchiare e non dare serenità non a noi ma alla squadra non è il massimo». Un pensiero prima di approfondire il discorso Cosmi, scelta nata nella serata di domenica, quando le riflessioni sulla panchina di Giuseppe Raffaele erano ancora in corso: «Avevamo puntato su vari nomi e poi abbiamo scelto Cosmi. Domenica sera lo avevo già chiamato quando ancora non avevamo scelto. Non potevo restare fermo. Serse mi ha dato grande disponibilità, anche economicamente, ci ha chiesto solo vitto e alloggio. Alla proprietà ho trasmesso quella voglia, quel desiderio di dare il massimo. Le ragioni dell’esonero? Se abbiamo cambiato è perché ci sono cose che non hanno funzionato. Non è stato facile per me perché chiamare Raffaele è stata dura. Purtroppo il calcio è anche questo. Ora dobbiamo cercare di continuare il lavoro svolto, provando a risolvere cosa non stesse funzionando”.

