Olimpiadi a Roma nel 2036 o 2040: Il ministro Abodi lancia la volata

La candidatura di Roma per le Olimpiadi estive del 2036 o del 2040 prende sempre più spazi nelle dichiarazioni delle istituzioni di questi giorni. Dopo quelle del sindaco della Capitale Roberto Gualtieri, infatti, arrivano anche le parole del ministro per lo Sport Andrea Abodi.
«È bene che Governo, Comune, Regione, CONI, Cip si siedano intorno a un tavolo e valutino gli aspetti in maniera concreta – ha dichiarato il ministro all’edizione odierna del Corriere della Sera-Roma –. Non vale mai la pena dire di no. Vale sempre la pena». L’entusiasmo creato dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che si concluderanno oggi in attesa delle Paraolimpiadi, sta diventando sempre un fattore. Intanto Berlino sta pensando di non presentare la propria candidatura nel 2036 per evitare ogni riferimento alle Olimpiadi di 100 anni prima organizzate dal Terzo Reich.
Sulla candidatura di Roma: «Tutti noi facciamo sogni solitari: ecco, forse è bene che questo diventi un sogno comune.
Meglio ancora: i Giochi Olimpici a Roma iniziano ad essere un pensiero che val la pena di essere approfondito, nelle prossime settimane. È chiaro che un po’ tutte le componenti, tra di loro, si siano già scambiate più di qualche opinione in merito. Ma questi ragionamenti non sono mai stati fatti collettivamente: è bene che tutti — Governo, Comune, Regione, CONI, CIP — si siedano intorno a un tavolo e valutino tutte gli aspetti in maniera concreta. Mi faccia dire una cosa: non vale mai la pena dire di no». In chiusura, l’accenno a quella che si prospetta sarà una battaglia accesissima: «Ci saranno altre candidature. E bisognerà capire se, come accaduto per Parigi e Los Angeles, ci sarà una doppia assegnazione.
Vedo più probabile, comunque, i Giochi del 2040, visto che quelli del 2036 è probabile finiscano a un altro continente. Più in generale, è importante che si lavori in anticipo sulle condizioni da rispettare per presentare la candidatura – conclude il ministro Abodi –. Conta come ci si arriva, alla scelta. Insomma, che non sia solo un dossier fine a se stesso, ma mi sento di dire che non c’è questo rischio. Credo che Roma possa garantire sintonia e armonia, per un progetto che deve essere di sviluppo per tutta la città. Le Olimpiadi durano 20 giorni. Ma in realtà non finiscono mai, perché conta quel che di concreto lasciano in eredità ai cittadini. I Giochi sono sempre un’occasione».

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