Quattro sforamenti in una sola settimana. E una giornata con il livello di polveri sottili che si arresta giusto sotto la soglia massima prevista dalla legge. I dati registrati dalla centralina mobile dell’Arpac – posizionata all’altezza della Città della Scienza – continuano a segnalare livelli di pm10 a Bagnoli, rafforzando le preoccupazioni dei residenti per il peggioramento della qualità dell’aria.
Un progressivo deteriorarsi della qualità dell’aria che residenti, comitati civici e movimenti pongono in diretta relazione con l’attività dei cantieri impegnati nella realizzazione delle opere necessarie ad ospitare le regate della Coppa America, in programma per il prossimo mese di luglio. Una correlazione che sembra rafforzata da due dati: picchi di pm10 in orario lavorativo, mentre le due giornate in cui i livelli di polveri sottili sono risultati più bassi – ampiamente sotto la soglia massima prevista dalla legge – sono state quelle di sabato e domenica quando, sottolineano gli abitanti del quartiere, le attività di cantiere rallentano, quando non cessano del tutto. Anche se su questo specifico punto ci sono da registare le dichiarazioni del sub commissario per il sito Bagnoli-Coroglio che, nel corso dell’incontro tenutosi in prefettura lunedì pomeriggio, ha sottolineato che per rispettare i tempi di consegna l’attività nei cantieri procede anche nel fine settimana.
È stato lo stesso Falconio, poi, a fornire un’ipotesi di spiegazione per il superamento dei livelli di pm10 nell’area di Bagnoli: «Per quanto riguarda invece le polveri sottili a Bagnoli – ha detto il sub commissario – è stata fatta una grancassa su dei dati parziali che non sono validati nel periodo su cui bisogna testare questo cosiddetto inquinamento da polveri sottili. C’è stata una perturbazione subsahariana negli ultimi giorni della settimana, intanto, che ha provocato in tutto il meridione d’Italia l’aumento di polveri sottili e comunque a Bagnoli non si è registrato un livello di guardia superiore a quello di altre parti monitorate della stessa città di Napoli, come il Museo. Anzi eravamo al di sotto delle centraline del Museo».
Non il movimento di un centinaio di mezzi pesanti al giorno e le attività di cantiere, bensì le condizioni meteo sarebbero all’origine del superamento dei livelli previsti dalla legge. Peccato che la perturbazione subsahariana si sia ormai esaurita e le rilevazioni dell’Arpac continuino a registrare sforamenti.

