Napoli infinito, la Lanterna di Genova si colora di Hojlund

All’ultimo respiro. Il sogno Scudetto del Napoli si aggrappa a Rasmus Hojlund. Al 97’ un calcio di rigore del danese permette agli azzurri di battere il Genoa (2-3), di portarsi a -6 dall’Inter ma soprattutto di piazzare una vittoria preziosa. Nonostante lo stop di McTominay, gli errori di Buongiorno e l’espulsione di Juan Jesus, la squadra azzurra trova la zampata di cuore, orgoglio, coraggio. L’azione del rigore ha in protagonista ancora Vergara, insufficiente nell’arco dei 90’ ma decisivo con la giocata che vale il penalty poi realizzato da Hojlund. Il danese ritrova il gol e cancella le critiche. Il Napoli c’è e non molla.Conte riparte dal 3-4-2-1 e dagli uomini che hanno battuto la Fiorentina. L’unica novità è il ritorno di Rrahmani al posto dello sfortunato Di Lorenzo. La fascia da capitano va sul braccio di Lobotka. Bastano meno di quaranta secondi per complicarsi la sfida: Buongiorno sbaglia il retropassaggio, Vitinha anticipa con furbizia Meret e si procura un rigore che, anche dopo revisione al Var, lascia dubbi. Malinovskyi è freddissimo nello spiazzare l’estremo difensore e fa esplodere Marassi (3’). La reazione del Napoli è lenta come il giropalla al quale si affida la squadra azzurra per mettere alle corde il Grifone ma mortifera. McTominay prima manca il colpo del pari (13’), poi innesca il gol del pari di Hojlund: la conclusione dello scozzese chiama all’intervento Bijlow ma sul tap-in come un rapace c’è Hojlund per la zampata del pari (20’). Nemmeno due minuti e arriva il sorpasso: McTominay prende palla sulla trequarti e dai 30 metri fulmina Bijlow (23’). L’uno-due tramortisce il Genoa. Il Napoli appare in controllo ma deve fare i conti con il problema muscolare di McTominay che stringe i denti ma fatica. Una defezione in mezzo al campo che favorisce la sassata di Malinovskyi deviata in angolo da un super Meret (40’) e poi con il sinistro in giro di Norton-Cuffy che sfiora l’incrocio (46’).McTominay alza bandiera bianca e va fuori. Al suo posto Giovane con Elmas costretto a scalare in mediana. Il Napoli però senza il mediano scozzese si appiattisce, non ha smalto. Gli azzurri si limitano a gestire con un giropalla che non soffoca il Genoa. Gli azzurri non hanno fatto i conti però con la serata horror di Buongiorno. Il difensore centrale si fa soffiare il pallone da Colombo che in contropiede firma il colpo del 2-2 (57’). Conte richiama lo stopper che in lacrime lascia il campo al posto di Beukema. Gli azzurri sono tutti in una doppia occasione sprecata da Spinazzola e Lobotka (63’). Il match dà l’impressione di poter avere una svolta da un momento all’altro ma arriva dal personaggio meno atteso: Juan Jesus, già ammonito, si macchia di una disattenzione che gli costa il secondo giallo. Conte corre ai ripari, boccia un Giovane spento e inserisce Olivera (76’). Il finale si trasforma in un lungo forcing del Genoa ma l’episodio decisivo arriva al 95’: Vergara subisce il fallo da Cornet. Revisione Var e calcio di rigore che Hojlund realizza tenendo in vita il sogno Scudetto (97’).

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