Quattro domande secche, tirate giù una dietro l’altra, un’accusa pesante – falso in atto pubblico – e una chiamata in causa che è un vero e proprio j’accuse. Il tutto accompagnato dal consueto tono ironico. Vincenzo De Luca torna alla carica sul caso Bagnoli, ormai scelto dall’ex governatore come campo di battaglia su cui incalzare Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e commissario straordinario per il risanamento, ma soprattutto suo principale avversario politico in questa fase.
«Chi – esordisce De Luca – ha deciso di non fare la valutazione di impatto ambientale? È possibile avere il nome di chi ha consentito di realizzare un porto senza la Via?». Per De Luca la giustificazione addotta per la mancata richiesta della Via – ovvero la realizzazione di opere rimovibili – non regge alla prova dei fatti, tanto che l’ex governatore, lancia una precisa accusa: «C’è una cementificazione di tutto il litorale di Bagnoli, la linea di costa è una sistesa di cemento».
E poi arriva l’affondo: «Dove si deposita il materiale che viene prelevato, il terreno contagiato? Si dice in una vasca e poi? Poi nessuno risponde. Chi dovrebbe rimuovere quella colata di cemento armato su 130mila metri quadrati? Quella rimarrà nei secoli dei secoli. Quindi quando si dice non facciamo la Via perché facciamo opere rimovibili si dice una cosa falsa. E se questa cosa è stata scritta è un falso in atto pubblico, un reato penale».
Altra falsità per De Luca è la sostanziale equiparazione tra i lavori attuali e quelli previsti dagli interventi di venti anni fa, presupposto che per l’ex governatore sarebbe stato utilizzato per procedere ad un affidamento diretto dei lavori, eludendo la gara pubblica.
Dopo aver delineato un vero e proprio quadro accusatorio, Vincenzo De Luca sposta il suo attacco su un piano più strettamente politico, e lo fa, come di consueto, ricorrendo al suo ben noto sarcasmo.
«La cosa positiva in questa vicenda – chiosa l’ex governatore – ha fatto venire allo scoperto tutti i finti ambientalisti del nostro Paese: di fronte alla cementificazione eterna del litorale di Bagnoli tutti zitti. Italia Nostra, i 5 Stelle, il Pd, i rivoluzionari, i verdi di ogni tipo. Ma non avete niente da dire, neanche di fronte ai dati dell’Arpac? Tutti sordi e ciechi. L’unica speranza è affidarli alle cure delle suore dell’Istituto Smaldone».
Interessante notare l’inclusione, tutto fuorché casuale, del Pd tra “i ciechi e i sordi”. Un’interessante anteprima di quel che sarà la campagna elettorale a Salerno.
Infine la chiusura pirotecnica: «Se andiamo avanti così avremo i danni all’ambiente e alla salute, e avremo, probabilmente, fra qualche anno un affollamento di Poggioreale per quelli che hanno compiuto questo delitto».

