Kevin Keegan: Il Ragazzo di Doncaster che Conquistò l’Europa

Quando Kevin Keegan arrivò al Liverpool nell’estate del 1971, pochi avrebbero scommesso che quel ragazzo esile di Doncaster, costato appena 33.000 sterline, sarebbe diventato uno dei calciatori più iconici del calcio inglese ed europeo. Eppure, quella scommessa di Bill Shankly si rivelò uno degli affari più brillanti della storia del calcio.
Nato il 14 febbraio 1951 ad Armthorpe, un sobborgo di Doncaster nello Yorkshire, Joseph Kevin Keegan crebbe in una famiglia di modeste origini. Il padre Joe lavorava come minatore, mentre la madre Doris faceva la donna delle pulizie. Kevin crebbe respirando l’aria delle miniere di carbone del Nord dell’Inghilterra, un ambiente che avrebbe forgiato il suo carattere tenace e la sua incredibile etica del lavoro. Prima di diventare calciatore professionista, il giovane Keegan lavorò come impiegato in un negozio di ferramenta e brevemente come apprendista. Il calcio sembrava più un sogno che una reale possibilità. Rifiutato da diverse squadre durante l’adolescenza a causa della sua statura minuta e della corporatura esile, Keegan iniziò la sua carriera calcistica con lo Scunthorpe United nel 1968, all’età di 17 anni, guadagnando appena 45 sterline a settimana.
La svolta arrivò nel 1971, quando Bill Shankly, il leggendario manager del Liverpool, vide qualcosa di speciale in quel giovane attaccante energico. Per 33.000 sterline, una cifra irrisoria anche per l’epoca, Keegan si trasferì ad Anfield. Fu un investimento che avrebbe fruttato sei trofei in sei anni.
Un aneddoto celebre racconta che, al suo arrivo a Liverpool, Keegan fu accolto con scetticismo da alcuni tifosi che lo videro scendere dal treno con una valigia di cartone. “Chi è questo ragazzino?” si chiedevano. La risposta sarebbe arrivata presto, sul campo.
Shankly lo mise subito a proprio agio. Durante il primo allenamento, l’allenatore scozzese gli disse: “Ragazzo, sei qui perché sei bravo. Non devi dimostrare niente a nessuno, devi solo fare quello che sai fare”. Quelle parole galvanizzarono Keegan, che ripagò la fiducia con prestazioni straordinarie. Al Liverpool, Keegan formò una partnership leggendaria con John Toshack. I due erano complementari: il gallese alto e fisico, l’inglese rapido e tecnico. Insieme divennero una delle coppie d’attacco più temute d’Europa. La loro intesa era tale che bastava uno sguardo per capirsi in campo.
Durante i suoi sei anni ad Anfield, Keegan vinse tre campionati (1973, 1976, 1977), due Coppe UEFA (1973, 1976), una FA Cup (1974) e una Coppa dei Campioni (1977). La finale di Coppa dei Campioni del 1977 a Roma contro il Borussia Mönchengladbach fu la sua ultima partita con il Liverpool, un addio in grande stile con la conquista del trofeo più prestigioso.
Nel 1977, con una mossa che scioccò il calcio inglese, Keegan decise di trasferirsi all’Amburgo per 500.000 sterline. Era raro che stelle inglesi lasciassero il proprio paese all’apice della carriera. Ma Keegan voleva una nuova sfida e desiderava dimostrare il suo valore anche all’estero.
L’impatto in Germania fu immediato e devastante. Keegan imparò rapidamente il tedesco, si integrò nella cultura locale e divenne un’icona ad Amburgo. Un aneddoto divertente racconta che, per migliorare la lingua, Keegan guardava i cartoni animati tedeschi alla televisione ogni mattina, prendendo appunti su un quaderno. Al suo debutto in Bundesliga, contro il Bayern Monaco, Keegan segnò un gol spettacolare che lasciò a bocca aperta i tifosi tedeschi. Franz Beckenbauer, dopo la partita, disse: “Questo inglese è speciale. Ha qualcosa che va oltre la tecnica”.
Con l’Amburgo vinse la Bundesliga nel 1979, ma soprattutto conquistò due Palloni d’Oro consecutivi, nel 1978 e nel 1979, diventando il primo calciatore inglese a vincere il prestigioso premio. Il suo impatto sul calcio tedesco fu tale che ancora oggi è ricordato come uno dei più grandi stranieri mai approdati in Bundesliga. La sua popolarità in Germania raggiunse livelli straordinari. Keegan apparve in numerosi spot pubblicitari, divenne testimonial di vari marchi e registrò persino un disco, “Head Over Heels in Love”, che incredibilmente raggiunse le classifiche tedesche. Il singolo vendette migliaia di copie, rendendo Keegan una star a tutto tondo, non solo un calciatore. Nel 1980, a 29 anni, Keegan fece ritorno in Inghilterra firmando con il Southampton, in seconda divisione. Molti pensarono fosse una mossa al ribasso per un doppio Pallone d’Oro, ma Keegan aveva un piano preciso: aiutare i Saints a tornare in First Division e godersi una fase finale di carriera meno pressante.
L’effetto Keegan fu immediato. Il Southampton fu promosso al primo tentativo e Keegan divenne un idolo istantaneo sulla costa sud dell’Inghilterra. La sua presenza attrasse migliaia di tifosi al The Dell, lo stadio del Southampton, che vedevano dal vivo un campione europeo in azione. Un episodio curioso di questo periodo riguarda una partita contro il Nottingham Forest di Brian Clough. Dopo un contrasto duro, Clough, noto per il suo carattere burbero, gridò a Keegan: “Non sei più quello di una volta!”. La risposta di Keegan fu un gol meraviglioso pochi minuti dopo, seguìto da un sorriso beffardo verso la panchina avversaria. Nel 1982, Keegan si trasferì al Newcastle United, la sua ultima squadra da calciatore. Nonostante i Magpies militassero in Second Division, l’arrivo di Keegan scatenò un’isteria collettiva. Il St James’ Park registrò il tutto esaurito per ogni partita casalinga, con oltre 35.000 spettatori che accorrevano per vedere il loro nuovo eroe. Keegan guidò il Newcastle alla promozione nel 1984 e, a 33 anni, decise di ritirarsi, chiudendo una carriera straordinaria. La sua ultima partita fu un evento emotivo, con standing ovation che durò diversi minuti. Molti tifosi piansero apertamente sugli spalti.

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