Bagnoli, sabato comitati in piazza

Il processo di riqualificazione urbanistica in corso a Bagnoli resta un tema fortemente divisivo, come testimonia il dibattito in atto all’approssimarsi della manifestazione indetta per sabato prossimo. Un appuntamento che dovrebbe vedere in piazza – stando alle previsioni – associazioni e movimenti che più si oppongono agli interventi che sono in corso di realizzazione, anche in vista dell’appuntamento estivo con l’America’s Cup.
Nel tentativo di smorzare i toni e favorire un confronto chiarificatore con i cittadini, il sindaco Gaetano Manfredi (nella foto) ha convocato un consiglio comunale monotematico per il prossimo 3 marzo, appuntamento che sarà preceduto da un sopralluogo in quel di Bagnoli da parte della commissione urbanistica, cui poi seguirà una riunione aperta alla partecipazione di associazioni e realtà territoriali.
«I lavori in corso nell’area di Bagnoli – dice Massimo Pepe, presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Napoli – rappresentano finalmente un passaggio storico per la città. Con l’mministrazione Manfredi si è dato avvio, dopo anni di attese e annunci, a un vero processo di rigenerazione urbana in una delle zone più strategiche e simboliche di Napoli».
Intanto ad alimentare polemiche e preoccupazione contribuiscono anche i risultati del monitoraggio effettuato dall’Arpac a Bagnoli: i dati registrati dalla stazione mobile dal 30 gennaio al 2 febbraio hanno mostrato come in tutti e tre i giorni siano stati superati i livelli consentiti di pm10; il 2 febbraio, in particolare, i valori registrati sono stati il doppio di quelli consentiti. Un risultato tutt’altro che un risultato sorprendente, almeno secondo Diego Civitillo, consigliere della X municipalità. Civitillo, in un articolato post, sottolinea come «lo stesso Studio di Impatto Ambientale commissionato da Invitalia e consegnato nell’aprile 2025 (disponibile in rete), non nasconde le criticità. La fase di cantiere è riconosciuta come una fase critica dal punto di vista ambientale e sanitario, soprattutto in un’area urbana densamente abitata. Il documento ammette infatti che durante i lavori si producono “impatti di natura temporanea sulla qualità dell’aria dovuti alle emissioni in atmosfera di polveri da esecuzione lavori civili e polveri risollevate per il transito di veicoli su strade non asfaltate”».
Tutto prevedibile e previsto dunque, anche se non così evidenti appaiono le misure adotatte a tutela della salute dei cittadini. Tanto da spingere l’Aidacon ad aprire un fronte legale nella vicenda di Bagnoli.
«Abbiamo ascoltato le ragioni di chi sta protestando in strada e le abbiamo fatte nostre – dice Carlo Claps, presidente di Aidacon – è stata definita una strategia di guerra legale su tre fronti per supportare i cittadini. In primo luogo, faremo una istanza per l’accesso agli atti, inoltre, provvederemo ad inviare una diffida al Commissario straordinario e ai Ministeri competenti: qualsiasi deroga alle normative ambientali sarà impugnata al Tar. Infine, stiamo valutando se ci cono i presupposti per una class action a tutela del diritto alla salute dei residenti di Bagnoli e Coroglio».

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