Salerno, l’intesa sulle comunali non piace a Forza Italia

L’intesa raggiunta sabato scorso dai segretari regionali dei partiti di centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative – previste per la metà del mese di maggio – sembra aver lasciato l’amaro in bocca a più d’uno.
In particolare in quel di Salerno, dove non sarebbero pochi quelli che hanno mandato giù con difficoltà un’intesa che vede toccare a Fratelli d’Italia l’onore e l’onere di indicare il candidato sindaco che sarà chiamato a sfidare Vincenzo De Luca e, quasi certamente, un esponente del Campo Largo.
Un ruolo, quello di rappresentante del centrodestra alle amministrative di maggio, che fino alla vigilia dell’incontro di sabato scorso sembrava destinato ad essere ricoperto da un esponente di Forza Italia. Tanto che già da diverse settimane avevano iniziato a circolare i nomi di possibili candidati sindaco. In primis quello del coordinatore cittadino del partito azzurro Giuseppe Fauceglia, seguito qualche tempo dopo da quello di Gaetano Milanese, già parlamentare di Forza Italia ed esponente di primo piano del partito. In maniera più riservata era circolato anche il nome di Lello Ciccone, reduce da una buona prestazione elettorale in occasione delle regionali dello scorso novembre, quando con oltre 7.800 preferenze si è piazzato alle spalle del coordinatore provinciale Roberto Celano.
Nessuna indicazione ufficiale, ovviamente, solo rumors e voci di corridoio – ma voci ben informate – che tuttavia testimoniavano di precisi movimenti e posizionamenti all’interno della Forza Italia salernitana. E, magari, anche di qualche legittima ambizione. Tutto consegnato ora agli archivi della piccola cronaca politica dalla decisione del coordinatore regionale azzurro Fulvio Martusciello di puntare su Avellino nel risiko delle candidature su base regionale.
Decisione che più di un azzurro a Salerno ha giudicato quantomeno “disinvolta”. Anche perché finora gli alleati-rivali di Fratelli d’Italia non sembrano particolarmente entusiasti di doversi fare carico di una battaglia elettorale dall’esito quasi certamente già scritto. Tant’è che – al momento almeno – non vi sarebbe alcuna intenzione di candidare un esponente di primo piano del partito con il rischio di “bruciarlo” in una competizione tutta in salita.
Qualche malumore anche in casa Lega, dove non mancava chi avrebbe volentieri accettato il ruolo di candidato unitario del centrodestra, anche in presenza di un candidato ostico come Vincenzo De Luca.
Intanto qualcosa si muove anche a destra del centrodestra: nei prossimi giorni potrebbe arrivare qualche novità interessante per l’area che non si riconosce nel perimetro del governo Meloni.

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