Le società di calcio di Serie A insieme a Coni, Figc e Lega Calcio scendono in campo per cercare di arginare il fenomeno della violenza negli stadi e alle infiltrazioni della malavita e delle mafie. L’ultimo audito al Comitato della commissione parlamentare Antimafia che si occupa del fenomeno delle curve degli stadi è stato Beppe Marotta: l’ad dell’Inter venerdì mattina ha scattato una fotografia della situazione, rilanciando le sue idee per l’individuazione dei tifosi violenti. Con la premessa, viene riferito da chi era presente alla riunione a palazzo San Macuto, della necessità che le società si dotino di stadi di proprietà per investire sulle garanzie di sicurezza, ha illustrato quali, a suo dire, debbano essere i provvedimenti da adottare.
In primis, quello di sbloccare la misura del riconoscimento facciale che prevede l’installazione di telecamere ai tornelli per associare il volto del tifoso al biglietto nominativo. Ma anche la possibilità di riconoscere lo status di incaricato di pubblico servizio agli steward che lavorano per assicurare l’incolumità di chi va ad assistere a una partita di calcio. Marotta, riferiscono fonti parlamentari, ha ricordato come non vengano forniti biglietti alle tifoserie organizzate, e che la gestione del merchandising delle squadre e dei parcheggi è stata assegnata da tempo in appalto a società fidate. In queste settimane il Comitato ha ascoltato vari presidenti di calcio, tra questi quello della Juventus, Gianluca Ferrero, e quello del Milan, Paolo Scaroni, oltre ai dirigenti della Roma, del Coni, di Lega e Federcalcio. Inoltre sono stati ascoltati il procuratore di Milano Marcello Viola e il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri. Nei prossimi giorni saranno auditi i patron di Verona, Atalanta, Lazio, Napoli e di altre società. Infine l’intenzione è sentire a metà marzo il Procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, che istituì una task force sull’intreccio tra la criminalità organizzata e il mondo degli ultras.
Tante sono le ricette pervenute al comitato che concluderà i lavori presentando una relazione alla Commissione Antimafia, che poi sarà ‘girata’ alle Camere e ai soggetti inerenti il mondo del calcio per far sì che si possa giungere alla definizione di regolamenti e leggi ad hoc. Tra le proposte avanzate durante i lavori del comitato è emersa con forza, per esempio, l’idea di costituire – sul modello tedesco – delle ‘celle’ negli stadi per far sì che si arrivi al fermo in flagranza dei violenti. Ma anche quella di allestire delle vere e proprie ‘black list’ per quei soggetti considerati a rischio violenza.
