Una prodezza targata Feldi Eboli. E’ il gioiello di Fabricio Calderolli, eterno ragazzino del futsal azzurro, a spedire l’Italia ai quarti di finale degli Europei di Calcio a 5. Un’acrobazia da campione, quella del 39enne di origini brasiliane, che scaccia i fantasmi a pochi minuti dalla fine dello “spareggio” tra Italia e Ungheria per il passaggio del turno.
Il 2-2 premia la Nazionale del ct Salvo Samperi, che in virtù della miglior differenza reti riesce a difendere il secondo posto del Gruppo D alle spalle del Portogallo, e vale la super-sfida con la Spagna, che si giocherà domani alle ore 19,30 (diretta su Raiplay), e che mette in palio l’accesso alla semifinale della rassegna iridata. Più sofferenza del previsto per l’Italia, eppure non per questo meno soddisfazione per un traguardo che mancava da dieci anni esatti. Finalmente interrotta la maledizione della fase a gironi, ora c’è da recuperare il più velocemente possibile energie fisiche e mentali per affrontare al meglio le Furie Rosse, ben 7 titoli continentali a fronte dei due della Nazionale azzurra, che non vince uno scontro diretto dal 2005, ma che nell’ultimo confronto di dicembre, in amichevole, ha perso di misura 5-4, dimostrando di potersela giocare fino in fondo.
Proprio questa la richiesta ai suoi ragazzi di Samperi: “Il primo obiettivo l’abbiamo raggiunto ma adesso dobbiamo assolutamente rilanciare: siamo in ballo, balliamo, sarebbe un peccato andare a casa adesso.
Questa qualificazione è frutto del percorso fatto, non ci siamo scomposti neanche quando siamo andati sotto, abbiamo continuato a giocare e portato a casa un risultato meritato.
Per noi non era facile ricostruire e fare questo percorso in un anno e mezzo, ma l’abbiamo fatto e io ringrazio i ragazzi per il lavoro che compiono, per come si sacrificano e per come sono uniti”. Proprio l’unità è stato uno dei fattori chiave, non solo per l’immediata risposta dopo il pesante ko all’esordio con il Portogallo (Polonia dominata 4-0), ma anche per il pari arrivato dopo esser stati in svantaggio due volte contro l’Ungheria. Nonostante un predominio in termini di occasioni, prima De Oliveira e poi Calderolli, hanno rimesso a posto le cose. Riportando l’Italia nella Top Eight d’Europa, ma guai a fermarsi ora: se è vero che l’appetito vien mangiando il sogno azzurro ha bisogno di essere alimentato con passione e un pizzico di sana sfrontatezza. Anche al cospetto delle Furie Rosse…

