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Un’intesa almeno sul metodo, se non ancora nel merito. Si può sintetizzare così l’esito della riunione che ieri mattina ha visto intorno allo stesso tavolo il presidente dell’Autorità di sistema portuale mar Tirreno centrale Eliseo Cuccaro ed una folta delegazione composta da rappresentati di associazioni e comitati mobilitatisi, in queste ultime settimane, sui progetti di ampliamento del porto commerciale.
Il metodo è quello di un confronto costante – già fissato un prossimo appuntamento da qui a quindici giorni -, accompagnato dall’invito a separare la discussione sul Piano regolatore portuale da quella su altri aspetti relativi alla vita dello scalo salernitano, ad iniziare da viabilità e sicurezza. Questi ultimi, assicura Cuccaro, già oggetto di una serie di incontri con i concessionari, in vista dell’adozione di una serie di provvedimenti destinati a porre fine a quella che lo stesso presidente ha definito “anarchia degli operatori”.
Ma è sul Piano regolatore portuale che – com’era ampiamente prevedibile – si è concentrata la discussione. Ad inziare da riserve e perplessità manifestate dai rappresentanti delle associazioni.
Enzo Ragone, a nome del Comitato “Giù le mani dalla spiaggia”, ha esposto le preoccupazioni per il possibile impato ambientale che rischiano di avere gli interventi previsti per il riassetto del porto commerciale. Dalla previsione di allungamento del molo di ponente verso Vietri sul Mare – opera che secondo alcuni mette a rischio la sopravvivenza della spiaggia della Baia – alla trasformazione dell’area delle vecchia darsena, destinata ad essere colmata, scomparendo insieme alle attività che vi insistono attualmente – sono un centinaio i posti di lavoro a rischio – per lasciare spazio ad un’ampia area di manovra a servizio delle attività portuali.
Preoccupazioni a cui il presidente Cuccaro ha risposto sottolineando che, al momento, il Piano regolatore portuale è in fase di raccolta di autorizzazioni presso i diversi ministeri competenti, dunque non esiste alcuna progettazione delle singole opere.
Prima di arrivare alla fase di progettazione di dettaglio degli interventi l’iter amministrativo prevede la possibilità di presentare osservazioni, inoltre alla fine dovrà esprimersi il Comitato di gestione di cui fa parte anche un rappresentante del Comune di Salerno.
In definitiva occorrerà attendere la progettazione di dettaglio per poter valutare con precisione l’impatto delle opere destinate, nel prossimo futuro, a modificare il volto del porto cittadino.
Così come si sta ragionando sulla trasformazione urbanistica dell’area che funge da raccordo tra lo scalo marittimo ed il centro cittadino. Ieri mattina, infatti, a Palazzo di Città c’è stata la premiazione del concorso di idee – cui hanno preso parte 34 gruppi di lavoro – per la riqualificazione dell’area che va dal Crescent alla stazione marittima.
Al momento non è prevista la trasformazione del progetto vincitore in intervento concreto, l’obiettivo – piuttosto – era quello di avviare una riflessione su come recuperare il rapporto della città con il mare ed immaginare un intervento che consenta di recuperare il collegamento di due parti della città oggi di fatto separate.

