Nella complessa partita che si è aperta a Salerno dopo le dimissioni di Enzo Napoli sono in molti a muoversi nel tentativo di costruire liste ed alleanze, possibilmente in una prospettiva che vada anche oltre l’appuntamento elettorale cittadino. Se i “tormenti” del Campo Largo sono ormai ben noti, con le difficoltà che incontra il tentativo di riproporre anche a livello salernitano lo schieramento che ha portato alla vittoria Roberto Fico in occasione delle elezioni regionali dello scorso novembre, non sempre evidenti sono i movimenti che si registrano in questi giorni al centro dello schieramento politico. In particolare al centro del centrosinistra.
Se c’è una parte di mondo moderato che guarda con attenzione alla possibilità di dare vita, magari in scala ridotta, ad un Campo Largo in salsa salernitana, c’è anche chi lavora già per coprire al centro la coalizione che sosterrà la corsa di Vincenzo De Luca verso Palazzo di Città.
Confermato ormai lo schema imperniato su tre liste civiche – Progressisti per Salerno, Salerno per i Giovani e A testa alta, sigla che dovrebbe sostituire la “storica” Campania Libera -, il compito di costruire una lista centrista sarebbe stato affidato a Giuseppe Zitarosa e Gaetana Falcone. Entrambi originariamente in quota Popolari e Moderati, con la seconda – assessore alla Pubblica Istruzione – che in occasione delle ultime elezioni regionali ha accettato di correre sotto le insegne del Pd. Candidatura all’origine di una crisi politica a Palazzo di Città rientrata solo dopo alcuni giorni di tensione.
I movimenti all’interno del campo centrista, tuttavia, non si esauriscono nel lavoro di Zitarosa e Falcone, incontri e contatti si susseguono in questi giorni, anche sulla scia di un processo politico che va ben oltre i confini cittadini. Senza dimenticare che proprio dai rappresentanti di Popolari e Moderati è stata messa sul tavolo la proposta di far ripartire il confronto in vista delle amministrative prendendo spunto dall’esperienza della “coalizione Napoli”, ovvero da quella alleanza che accanto alle liste di ispirazione deluchiana ha visto schierati anche questa lista centrista, verdi e socialisti.
Dovrebbe essere questa la base intorno a cui aggregare la coalizione da contrapporre al centrodestra, a prescindere dal nome del candidato sindaco. Anche se, in realtà, è proprio il nome dell’aspirante primo cittadino l’elemento divisivo in seno al centrosinistra salernitano, con forze come il Movimento 5 Stelle che hanno ribadito il proprio no ad una candidatura De Luca.
Tornando, poi, al centro c’è da sottolineare come quella di Gianfranco Valiante sembra destinata a rimanere una fuga in avanti fatta con tempi e modi sbagliati, considerato che non ha sollevato particolare attenzione tra le forze politiche, né raccolto alcuna reale apertura al confronto. Altro rebus da sciogliere, almeno in questa fase, la collocazione del Psi, che sembra alquanto problematica: da un lato c’è il consolidato rapporto con le amministrazioni a guida De Luca o comunque a lui vicine, dall’altro il problema politico costituito dal fatto che il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio è assessore della giunta Fico, dunque di un’amministrazione sostenuta dal Campo Largo: sarebbe difficile quindi per i socialisti motivare una scelta di campo a Salerno in contrasto con quella in essere a Napoli. Certo, se la costruzione del Campo Largo dovesse rivelarsi di fatto impossibile, questo restituirebbe ampio spazio di manovra ai socialisti salernitani.

