«Che avete da nascondere?». Il tono da j’accuse è già tutto in questa domanda che l’ex governatore Vincenzo De Luca rivolge, senza citarli direttamente, agli amministratori napoletani, in primis al sindaco Manfredi.
Materia del contendere, ancora una volta, i lavori in corso nell’area di Bagnoli, che già nei mesi scorsi hanno visto accendersi un duro conflitto tra la Regione ed il Comune di Napoli. Una battaglia che De Luca ha tutta l’intenzione di mantenere viva, anche dopo aver lasciato Palazzo Santa Lucia: lo scontro politico con Manfredi, riferimento di quell’area dem e moderata che tanto ha contrastato l’ex governatore, è ancora tutto da combattere.
E così, nel corso del consueto appuntamento televisivo del venerdì, Bagnoli torna al centro dell’attenzione: «L’America’s Cup va avanti in un contesto di totale illegalità, nella mia opinione», parte morbido De Luca.
Quali siano i motivi che portano ad una tale valutazione l’ex governatore lo spiega subito: «Alle nostre contestazioni – dice – ci dissero che a Bagnoli faranno un bacino di calma, ma vedendo il progetto è un porto. La legge prevede che se il bacino supera 10 ettari, e a Bagnoli siamo a 20 ettari, la valutazione ambientale terza è indispensabile ma non c’è. La cosa incredibile è che il Ministero dei Beni Culturali ha scritto in un parere del settembre 2025 che è obbligatoria la valutazione di impatto ambientale. È stata fatta?».
Dubbi a cui De Luca aggiunge una certezza: «È falso quando dicono che le opere che avevano appaltato 15 anni fa a una azienda per 45 milioni sono simili e per questo il progetto viene realizzato dalla stessa azienda per 200 milioni. Che i lavori siano simili è falso».

